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CLARA MOSCHINI

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Libia: altri aerei Mig al generale Haftar per contrastare i droni?

Nuovo “Gruppo” di caccia dalla Russia in Siria. Transito per poi andare in Libia?

Con un secco comunicato di poche righe  l'ambasciata della Federazione russa a Damasco ha annunciato che Mosca ha trasferito "un secondo gruppo" di aerei caccia Mig-29 in Siria "nel quadro degli accordi di cooperazione nella difesa", ma il timore dei servizi intelligence di molti Paesi occidentali è che i velivoli siano solo in transito in Siria per raggiungere le forze aeree della Federazione che già sono state inviate in Libia (vedi AVIONEWS). Osservatori nell'area di Tripoli hanno trasmesso sui social messaggi allarmanti scrivendo che stiamo per vedere l'avvio della più grande campagna aerea che Haftar abbia mai progettato”.

Gli aeromobili russi sono ospitati –riporta AVIONEWS- nella base aerea di Al-Jufrah, un aeroporto libico con una pista di circa 4 km. Curioso a dirsi la base fu costruita dagli italiani nel 1930 ed era sede della 12esima Squadriglia mista della Regia Aeronautica. Più recentemente, nell'ambito dell'intervento militare in Libia del 2011, la base è stata bombardata il 24 marzo 2011 da un aereo francese, in conformità con l'applicazione sostenuta dalle Nazioni Unite della "No-fly zone" sulla Libia. Oltre due mesi e mezzo dopo, il 13 giugno, l'area fu nuovamente colpita dalle forze della Nato.

Secondo fonti vicine al Pentagono Mosca avrebbe recentemente inviato in Libia almeno 14 fra Mig-29 e Su-24 a cui si potrebbero aggiungere nuovi caccia tra quelli arrivati alla base siriana di Hmeimim.

Per lo United States Africa Command (Usafricom o Africom), formalmente attivo dall'ottobre 2008, gli aerei russi erano stati ridipinti alla base di Hmeimim per camuffarne l'identità.

A fine maggio, si era svolta presso la base russa in Siria di Hmeimim una cerimonia per l'arrivo del primo gruppo di caccia, come riportato dall'agenzia di stampa ufficiale siriana "Sana". È probabile, scrivono fonti Usa, che i velivoli vengano dotati in Siria di una colorazione diversa e poi inviati ad Al-Jufrah dove potrebbero essere ricoverati in vecchi bunker danneggiati dagli attacchi nei precedenti conflitti e riattivati recentemente.

Tutte notizie –scrive AVIONEWS- che sembrano far intendere la volontà di Haftar di difendere le proprie forze dagli attacchi con droni di provenienza turca che hanno consentito in passato di fermare gli assalti del generale.

In effetti i droni, utilizzati sia per ricognizione che per attacchi kamikaze, stanno giocando  un ruolo fondamentale nella guerra in Libia in entrambi gli schieramenti, e l'arrivo dei caccia russi potrebbe cambiare radicalmente la situazione restituendo ad Haftar la possibilità di acquisire un parziale controllo dello spazio aereo almeno nelle zone d'interesse militare.

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