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Leonardo tra i tagli e la giostra delle poltrone

Il Governo vuole cambiare anche i vertici di Leonardo?

I principali problemi dell'azienda aerospaziale e della difesa italiana Leonardo sono legati sia ai pochi contratti importanti firmati nell'ultimo anno, sia a scelte di carattere politico-industriali del Governo. Sul primo punto nei primi 9 mesi del 2018 Leonardo ha ricevuto ordini importanti (per elicotteri) dalla Cina, dal Qatar e dagli Stati Uniti, ma il contratto siglato con l'aeronautica statunitense (Usaf) vede l'azienda italiana partecipare con Boeing che è il "prime contractor". Invece, per l'ordine di 28 aeromobili NH-90 ricevuto dal Qatar l'azienda italiana sarà la "prime contractor" ma dovrà dividere una parte del ricavato con le altre aziende partecipanti al consorzio europeo. Per quanto riguarda i contratti poi, quest'anno Leonardo ha perso -anche a causa di scelte politico-industriali errate della precedente gestione (vedasi AVIONEWS)- l'importante commessa da 9,2 miliardi di dollari per dotare l'Usaf di 351 nuovi aerei da addestramento, vinta invece dal velivolo proposto da Boeing-Saab.

Nonostante questo, gli ordini -come riportato nel bilancio del terzo trimestre- sono aumentati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, così come sono aumentati del 2,4% i ricavi grazie soprattutto alla divisione Elicotteri e, in misura decisamente minore, a quella Elettronica, Difesa e Sistemi di Sicurezza. Per l'amministratore delegato Alessandro Profumo sono stati numeri "in linea con le aspettative, che danno fiducia riguardo ad una crescita sostenibile di lungo periodo in linea con gli obiettivi del piano industriale".

In realtà le difficoltà per Leonardo sono collegate anche all'assenza di una politica industriale da parte del Governo, che nel Documento programmatico pluriennale (Dpp) per la Difesa per il triennio 2018-2020, presentato dal ministro della Difesa Elisabetta Trenta, ha previsto una riduzione delle spese per 500 milioni di Euro. La decisione governativa penalizzerà sia le Forze Armate italiane sia Leonardo poiché i tagli interesseranno l'elicottero NH-90, l'ammodernamento dei caccia Tornado, il veicolo blindato VBM 8x8 Freccia e il missile Camm Er di Mbda. Il risparmio ottenuto per rifinanziare i centri dell'impiego (si veda "reddito di cittadinanza") avrà un contraccolpo importante per la principale azienda della difesa italiana (e una delle più importanti su scala mondiale), coinvolta direttamente o indirettamente in tutti questi programmi. Il rischio è che i ricavi possano calare nei prossimi anni, specialmente se non si riuscirà a ottenere altri ordini di elicotteri o di aerei in altri Paesi, dove sarà necessario trovare i partner industriali adatti.

Per far questo sarebbe necessario che il Governo intraprendesse una politica estera decisa per sostenere anche l'export italiano, magari prendendo esempio da ciò che sta facendo il Regno Unito -prossimo all'uscita dall'Unione europea- nei confronti della Cina permettendo all'industria della difesa nazionale di avere un mercato di sbocco importante. Ma se dovessero continuare ad arrivare tagli e nessuno dai vertici delle Forze Armate e da quelli dell'industria della difesa dirà nulla, sembra sempre più difficile immaginare un futuro roseo. Soprattutto ciò che potrebbe mancare è la competitività sui mercati internazionali da parte di Leonardo che continuerà solo a fare affidamento sulle vendite all'estero di elicotteri civili e militari.

Anche la decisione del Governo sul futuro degli F-35 avrà importanti ripercussioni su Leonardo, specialmente se dovesse arrivare un nuovo taglio (dopo quelli fatti dal Governo Monti) o una -improbabile- uscita dal programma. La principale conseguenza ricadrebbe sulla fabbrica di Cameri (Novara) che rimarrebbe praticamente inutilizzata, anche in virtù del fatto che non ci sono nuovi progetti all'orizzonte.

Le responsabilità non sono però solamente governative, perché anche le decisioni prese da Leonardo negli ultimi anni hanno portato alla perdita di posizioni importanti nel mercato dei mezzi terrestri (lavori in jv con Iveco), dei cannoni navali (Oto Melara) e dello Spazio, visto che in questo anno (come nello scorso) le commesse ricevute in questo settore sono pari a zero con Thales Alenia Space (Thales 67% e Leonardo 33%) che la fa da padrona. Lo sviluppo di un'azienda di questa portata a livello di posti di lavoro e di investimenti in ricerca e sviluppo non può arrivare essenzialmente dagli elicotteri, che trovano enormi spazi nei mercati anche grazie al management della Divisione.

Resta da capire qual è la volontà del Governo e se in progetto c'è anche la sostituzione di Alessandro Profumo-sulla falsariga di quanto già fatto con i vertici delle principali aziende pubbliche-, o se sarà lo stesso amministratore delegato a fare un passo indietro.

M/A - 1215999

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