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27 maggio: dopo 9 anni riapre l'accesso allo Spazio negli Usa

Due astronauti decollano da Cape Canaveral con una nave spaziale di Elon Musk

Il 27 maggio prossimo –scrive AVIONEWS- segnerà un momento storico nella conquista dello Spazio. Mercoledì pomeriggio alle 4:33 locali, le 22:33 ora italiana, dalla base Nasa di Cape Canaveral ad Orlando, Florida, decollerà la capsula "Crew Dragon" con due uomini a bordo.

Per la Nasa e per gli Stati Uniti –riporta AVIONEWS– si tratterà di un evento fondamentale perché, a nove anni dall'ultimo lancio, astronauti torneranno nello spazio decollando dalla base statunitense. E lo faranno con Demo-2, la prima missione Nasa della storia che vede la partecipazione di un privato e la prima, dall'82, con due soli astronauti. Per quanto riguarda la compagnia di Elon Musk, l'altro grande protagonista della giornata, la missione sarà un ulteriore passo verso l'obiettivo finale del miliardario che intende aprire lo spazio ai privati e colonizzare Marte.

I due astronauti, Bob Behnken e Doug Hurley, decolleranno con il loro Falcon 9 dalla rampa 39A del Kennedy Space Center. La stessa postazione –ricorda AVIONEWS- da cui oltre 50 anni or sono, si alzò in volo Apollo 11 spinto dal famoso Saturn V che gli consentì di portare l’uomo sulla Luna.

Per la prima volta –scrive AVIONEWS- a bordo di un velivolo Space X ci saranno due astronauti, e non dei manichini con le sembianze di Musk, come quello spedito insieme alla Tesla Roadster in orbita intorno al Sole.

In caso di successo, gli orizzonti della compagnia spaziale di Musk si espanderanno ampiamente, aprendo anche nuove possibilità di business, come quella già pianificata del turismo spaziale, grazie alla possibilità di trasportare un equipaggio umano con i propri mezzi.

È dal 2011, anno di pensionamento dello Space Shuttle, indiscusso simbolo della supremazia americana nello spazio, ma anche scenario di catastrofi e fallimenti finanziari, che gli Usa si sono affidati ai russi per lanciare i propri astronauti oltre l’atmosfera. Il Paese a "stelle e strisce" non dispone di un mezzo di proprietà per spedire astronauti. Un business non da poco se si considera che l’agenzia spaziale russa, Roscosmos, incassa circa 80 milioni di dollari per il trasporto di un astronauta verso e dalla Stazione spaziale internazionale. 

Per Elon Musk, con la "Crew Demo-2" si chiude la parte sperimentale del lungo percorso, denominato Commercial Crew, con cui la Nasa ha potenziato il settore spaziale privato con miliardi di dollari di incentivi e contratti, allo scopo di stimolare processi innovativi riducendo nel contempo il costo d’accesso allo spazio attraverso lo sviluppo di nuovi concetti. Primo tra tutti il sistema di recupero del primo stadio dei Falcon 9, unici vettori al mondo in grado di ritornare sulla superficie terrestre dopo aver spinto in orbita il loro carico pagante. Un metodo innovativo che consente di minimizzare i costi di un lancio, garantendo di poter controllare l'intero mercato per l'accesso allo spazio.

Ma Musk e il suo SpaceX non sono gli unici partner privati della Nasa. AVIONEWS ricorda che l'agenzia spaziale statunitense lavora alacremente ad Artemis, dovrebbe consentire un ritorno degli astronauti sulla superficie della Luna e realizzare una stazione spaziale in orbita intorno al nostro satellite naturale. Tra le aziende in competizione per partecipare al programma anche la componente italiana della Thales.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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