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Austria blocca il ticket-dumping di Ryanair

Per il governo austriaco un volo aereo non può costare meno di 40 Euro

Nell'ambito di un piano di salvataggio a 360 gradi, per Austrian Airlines (OS), il governo austriaco ha deciso di approvare una nuova normativa, la prima legislazione di questo tipo, che definisce le linee-guida tariffarie minime dei prezzi dei biglietti aerei.

Il nuovo prezzo minimo per quelli da e per l'Austria sarà di 40 Euro. Questa restrizione ha lo scopo di prevenire il dumping sui prezzi dei biglietti aerei da parte dei vettori low-cost, che spesso li vendono ad un costo inferiore addirittura a quello delle tasse governative.

Il governo austriaco ha anche deciso di implementare, in aggiunta, una tassa aeroportuale di € 12 con lo scopo di incoraggiare il trasporto ferroviario regionale e diminuire gradualmente l'utilizzo dell'aereo per gli spostamenti brevi. 

Secondo il governo locale, queste misure fiscali rappresentano un modo innovativo per garantire migliori posti di lavoro, promuovere un traffico aereo più sostenibile e migliorare le misure di protezione ambientale. 

Nel luglio 2019, Carsten Spohr, il presidente di Lufthansa, la casa madre di Austrian Airlines, aveva dichiarato che i prezzi dei biglietti dei vettori low-cost europei sono "economicamente, ecologicamente e politicamente irresponsabili".

La critica è che questo tipo di riforme potrebbero tagliare fuori dal territorio le low-cost che, secondo il loro modello di business, basano il proprio guadagno sulle entrate accessorie e non sul prezzo del biglietto.

E mentre in Austria si varano misure radicali per eliminare la concorrenza sleale e sia approfitta per  aiutare la sostenibilità dei territori, rendendo più appetibili gli spostamenti su ferro, in Italia le low-cost fanno da padrone e tentano di mandare in tilt lo Stato, addirittura attraverso le istituzioni.

"Ogni volta che ci sembra di fare un affare, in realtà stiamo comprando qualcosa di qualità e valore aggiunto inferiore, in una spirale che trascina al ribasso tutta l’economia" diceva il professor Pier Luigi del Viscovo, il direttore dell’Istituto sperimentale di marketing e del Centro studi "Fleet&Mobility", dal 2013 consulente per la Commissione europea sul commercio al dettaglio, nel suo libro "Perché il low-cost ci rende più poveri – Meno qualità e meno ambizione".

Nella tesi del professor del Viscovo il settore genera povertà che fa frenare lo sviluppo ed insegna a non saper più percepire la qualità e la sua proposta è proprio passare dal low-cost al giusto prezzo, un po' come ora farà l'Austria con il prezzo dei biglietti aerei.

Se il low-cost quindi può apparire vantaggioso nell’immediato, secondo la tesi del consulente della Commissione europea, in realtà provoca danni all’economia generale e crea povertà a lungo termine. Questione anche di consapevolezza del consumatore e di fiducia tra produttore e destinatario di oggetti e servizi. 

L’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) ha più volte messo a confronto le esperienze politiche, le pratiche commerciali ed il coordinamento delle politiche locali ed internazionali dei Paesi dell'Unione europea e quando si è trattato di paragonare l'Austria all''Italia è stato rilevato che in generale, gli austriaci sono più soddisfatti della loro vita rispetto alla media Ocse, con l’85% delle persone che sostiene di avere più esperienze  positive in un giorno (sentirsi riposati, realizzati, divertirsi) rispetto a quelli negativi (dolore, preoccupazione, tristezza, noia). Gli italiani invece arrivano solo al 69%, una cifra che va di 11 punti al di sotto della media europea.

Si potrebbe pensare che sia colpa delle low-cost.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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