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CLARA MOSCHINI

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Il fallimento della remotizzazione del servizio Atc nelle Highland scozzesi

La necessità di condividere le politiche di change management

Hial, Highlands and Islands Airports Limited, è il provider dei servizi della navigazione aerea con base ad Inverness, Scozia, che controlla 11 aeroporti nelle Highland scozzesi. È una compagnia privata posseduta totalmente dal governo locale. Il principale aeroporto controllato è quello internazionale di Inverness, che nel 2019 ha gestito 29.690 movimenti per circa un milione di passeggeri. Hial aveva posto in essere un importante piano di remotizzazione delle torri di controllo asservite agli aeroporti sotto la propria giurisdizione investendo 6 milioni di sterline tra il 2018 ed il 2020, cifra giunta ora a circa 9 milioni di sterline.

Questo avveniristico piano, che prevedeva l’ottimizzazione del rapporto costi-benefici dei servizi forniti grazie ad una migliore allocazione delle risorse tecnologiche perseguita tramite la centralizzazione delle operazioni, ha cozzato con la ri-allocazione del personale operativo e le resistenze del sostrato sociale ed economico delle isole del mare del Nord. Al punto che il governo scozzese ha annunciato che il progetto è definitivamente cancellato.

Per quanto riguarda i controllori del traffico aereo, a dirla tutta coloro che in soldoni forniscono il servizio reale e producono valore aggiunto concreto, solo 6 su 54 di questi avrebbero accettato il trasferimento presso il nuovo centro di controllo remoto; con la prospettiva per alcuni di loro di viaggiare quotidianamente tra il nuovo posto di lavoro ed il contesto familiare.

Allo stesso modo le forze sociali ed economiche presenti sulle isole hanno avversato fortemente il progetto, per il depauperamento territoriale conseguente al trasferimento di un così importante know-how e peso economico reale (tecnologie, linee di trasmissione dati veloci, indotto locale).

Allora su al nord hanno posto il dubbio sul progetto torri remote, che sta fortemente influenzando le dinamiche di sviluppo dei servizi della navigazione aerea europei. Questo per la convergenza di intenti tra il legislatore e i grossi trust tecnologici che nella remotizzazione hanno visto notevoli possibilità di ricavi marginali. 

Ciò che però traspare da questa storia scozzese, che controtende a quello che invece sta accadendo in quasi tutti gli Stati facenti parte di Eurocontrol, è l’effettivo peso ponderale della società reale. 

Società reale che per una volta non solo si è chiesta quale fosse il vero valore aggiunto di un cambiamento sociale ed economico proveniente dall’esterno ma oltremodo si è data una risposta forte e decisiva. Oltremodo divisiva, tra un presente concreto e localistico ed un futuro immaginifico e straniero per le logiche con cui era stato calato dall’alto. 

Ci si pone allora una questione che potrebbe essere sempre più attuale: lo sviluppo tecnologico può farcela da solo, perché ha in ogni caso sempre valenza positiva, o deve venire ad un certo patto con una realtà che dice di star bene in quanto tale? 

C’è qualcosa di sbagliato nei messaggi trasmessi a riguardo dell’importanza del denaro e del suo valore, se qualcuno a questo preferisce una birra bevuta di fronte al tramonto del mare del Nord?

Potrebbe allora aver considerevole importanza la condivisione delle politiche di change management fin dalle prime battute delle progettualità ritenute importanti dalle aziende, così da evitare ritardi, cambiamenti in corso d’opera, fallimenti totali.

red - 1241887

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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