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CLARA MOSCHINI

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Alitalia: da gennaio ritmi serrati per trovare una soluzione

Nuovi incontri con Lufthansa. Intanto perdite per quasi 500 milioni

Le festività natalizie hanno fatto rallentare (solo apparentemente?) le discussioni sul tavolo di Ferrovie dello Stato (Fs) per trovare i partner internazionali adatti a rilanciare il vettore aereo Alitalia, ma dalla prima settimana di gennaio gli incontri con i diversi possibili investitori riprenderanno a ritmo serrato. In primo luogo c'è la posizione preminente della statunitense Delta, che sembra essere la favorita numero 1 per entrare nell'azionariato della newco che sarà creata per la compagnia di bandiera italiana, che sarebbe utilizzata per la condivisione di alcuni collegamenti e per aumentare la mobilità sul territorio dell'Italia dei viaggiatori che arrivano dagli Stati Uniti all'aeroporto di Roma-Fiumicino (servito dai treni dell'alta velocità), tramite la creazione di una joint venture. In secondo luogo c'è la low-cost britannica easyJet che sarebbe intenzionata ad acquistare quote di Alitalia in cambio della cessione di alcuni slot a Milano-Linate e di alcuni degli aerei utilizzati per il corto-medio raggio.

Una soluzione che potrebbe ridimensionare sul trasporto continentale la nuova Alitalia, ma che potrebbe permetterle di sbloccare fondi da investire (insieme a quelli che potrebbero essere messi da altre aziende pubbliche italiane) per modernizzare la flotta di velivoli di lungo raggio così da potenziare quelle rotte maggiormente redditizie. Oltre alle due possibili soluzioni, non è da scartare anche il "ritorno di fiamma" di Lufthansa specialmente perché -come riporta "Milano Finanza"- ad inizio gennaio i vertici della compagnia e di Fs si incontreranno per poter capire quali sono le reali intenzioni del Gruppo tedesco. Difficilmente però la posizione sarà cambiata e nonostante il reale interesse per Alitalia, dalla dirigenza di Lufthansa è a più riprese arrivata la smentita riguardo ad ogni partecipazione in una società che sarà controllata al 51% da aziende pubbliche italiane (di conseguenza dallo Stato).

Il programma, in attesa che venga presentato il piano industriale da parte di Ferrovie dello Stato, sembrerebbe essere ottimistico e favorevole ad Alitalia ma non è tutto ora ciò che luccica, e quest'anno la compagnia in amministrazione controllata da maggio 2017 dovrebbe chiudere con perdite di circa 500 milioni di Euro, il che non fa ben sperare per la futura newco.

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