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CLARA MOSCHINI

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Le nuove minacce all’industria aeronautica

L’efficace contrasto messo in campo da Fincantieri e dal suo know-how italiano

Fincantieri ha sviluppato un importante sistema di protezione relativa alla ricerca, individuazione ed abbattimento di aerei droni in ambito aeroportuale.

Gli eventi relativi all’uso improprio di questi nuovi mezzi volanti sono sempre più diffusi. Molte azioni possono essere episodi casuali, legati ad attività ludiche di persone carenti di adeguata formazione aeronautica, o deliberatamente ostili, come vere e proprie azioni terroristiche già messe in atto in molti scenari internazionali.

È pacifico infatti come sia chiaramente facile mettere in atto simili condotte anche per una notevole carenza di counteracting, che probabilmente non si è ancora consapevoli dell’importante prioritizzazione da dare a siffatte tecnologie. 

Una zona aeroportuale può pertanto essere infiltrata con un micro Uav (Unmanned Aerial Vehicle, aereo senza pilota a controllo remoto) per molte ragioni, in primis di immediata disruption, con il trasporto e lo sgancio di materiale esplodente, quando non sia lo stesso drone ad essere deliberatamente mandato a collidere con un aeromobile ed i suoi occupanti. La finalizzazione di tali azioni terroristiche oltre al danno materiale immantinente renderanno virale, nell’era dei social network, un’immagine dell’aeroporto come luogo non sicuro e quindi da evitare.

L’utilizzo di un drone può essere anche propedeutica ad altre azioni non di incoming immediato, come la mappatura del sito, l’individuazione di installazioni sensibili, lo spionaggio di personalità e vip in arrivo e partenza dall’aeroporto. Si ricordi come al piano mafioso che portò all’assassinio di Falcone e della sua scorta fu dato il via quando ci fu la certezza dell’imbarco a Fiumicino del giudice. 

Il sistema già ready in five di Fincantieri è abile ad individuare, identificare, localizzare ed eventualmente neutralizzare l’obiettivo con tempi di finalizzazione delle azioni appena descritte misurabili nel range di dieci secondi. 

Si pensi all’evento avvenuto il 17 gennaio scorso presso l’aeroporto di Abu Dhabi, quando sono state fatte esplodere tre autocisterne vicino ai siti di stoccaggio del carburante provocando la chiusura dell’aeroporto e la morte di tre persone. Tali azioni hanno il potenziale di divenire devastanti nella nostra epoca perché di facile pianificazione e soprattutto economicamente sostenibili anche dai cosiddetti lupi solitari, la forma meno controllabile di terrorismo, che internet è a tutti gli effetti la nuova fucina di indottrinamento accessibile dalla propria camera da letto.

Le industrie aeroportuali potrebbero pertanto generare valore aggiunto alla sicurezza delle loro infrastrutture, rendendo l’offerta dei propri servizi ancor più appetibile per le stesse compagnie aeree, queste ben consapevoli dei costi economici e finanziari di qualsiasi disastroso evento aeronautico. 

Vale infatti il detto che chi ritiene che la sicurezza costi eccessivamente, non ha idea del costo di un disastro aereo.

Sull'evento all'aeroporto di Abu Dhabi vedi anche la notizia pubblicata da AVIONEWS

red - 1241815

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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