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L'industria russa lavora ad aereo di sesta generazione

Velivolo da combattimento a pilotaggio sia umano che da remoto

Ne ha dato notizia alla stampa nazionale in queste ore il direttore generale dell'Istituto statale di ricerca per i sistemi aeronautici (GosNiias) Sergey Khokhlov: l'industria russa è impegnata a lavorare al progetto di un aereo da combattimento di sesta generazione, che nelle intenzioni nella sua versione basica sarà a pilotaggio sia umano che da remoto. Incorporerà inoltre gli aggiornamenti di quelle caratteristiche e tecnologie proprie degli attuali velivoli russi di quinta generazione, come l'aumentata  velocità e manovrabilità, e l'ancor più difficile tracciabilità, ha aggiunto Khokhlov.

Il collegamento col Su-57 (o Pak-Fa) è presto fatto, essendo questo un velivolo di ultima generazione  (quinta) di produzione interna, che dopo essere stato testato in Siria  dovrebbe entrare in servizio entro la fine di quest'anno presso le forze aerospaziali russe secondo i termini di un contratto -il più grande nella storia dell'aviazione russa- col ministero della difesa, che prevede la consegna di 76 esemplari ai distaccamenti aerei delle tre forze armate entro il 2028. Noto anche come T-50, il Su-57 è un caccia multiruolo con caratteristiche stealth. Una curiosità: ogni esemplare secondo l'intesa perfezionata quest'anno è costato alla Difesa russa 170 miliardi di rubli, circa 35 milioni di dollari americani, il che moltiplicato per 76 dà la portata del contratto.

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