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Trasporto aereo: il futuro dell'aviazione? Come torneremo a volare?

L'epidemia spiana la strada ad una rivoluzione del settore: meno attori

Greg Foran, ceo di Air New Zealand, potrebbe essere l'ultimo, in ordine di tempo, dei leader del settore del trasporto aereo ad affermare che la sua compagnia aerea uscirà dalla crisi dell'epidemia, più piccola e con un numero ridimensionato di attività. La dichiarazione fa eco a quanto espresso dal presidente di Lufthansa, il quale ritiene che il pubblico più guardingo per i rischi alla propria salute, impiegherà molto tempo per riprendere fiducia nei viaggi in aereo e nel turismo. 

Oggi –riporta AVIONEWS- è difficile predire se le grandi società di trasporto aereo decideranno di mettere in vendita parte della loro flotta, oppure di tenerla in deposito attendendo che la domanda torni ai livelli precedenti all'epidemia. Sempre che i livelli di richiesta del 2019 saranno mai uguagliati. Ma un fattore è quasi certo: ci sarà una notevole inerzia nel sistema, anche quando le restrizioni di viaggio saranno allentate. Questo probabilmente implicherà un collasso nel valore delle rate di leasing degli aerei di mezza età, specialmente in quelli wide-body, a causa di un eccesso di offerta. Questo eccesso, a sua volta, sarà generato dalle numerose linee aeree che falliranno durante la crisi e dall'intento di chi sopravviverà di cambiare i propri sistemi più vecchi in cambio di nuovi a fronte di una domanda più bassa. 

Il risultato –riporta AVIONEWS- saranno ulteriori brutte notizie per il settore riparazione-manutenzione che aveva goduto di ingenti profitti grazie alla domanda in espansione legata ad una crescita straordinaria dei passeggeri e, negli anni recenti, all'improvvisa crisi degli aerei 737 MAX ai ritardi dell'A-321 Neo ed a quelli del 787. Questo sconvolgimento sarà acuito perché i nuovi sistemi avranno minori esigenze di assistenza per diversi anni, e questo farà diminuire ulteriormente il mercato. 

Se lo scenario non fosse abbastanza preoccupante c'è da aggiungere che una volta passata la crisi le linee aeree con aeroplani di mezz'età vorranno cambiare nuovo per vecchio invece di pagare ingenti cifre per pesanti operazioni di manutenzione, e saranno attratte verso questa soluzione da un eccesso di disponibilità (prezzi più bassi e condizioni di pagamento migliori), e da tempi di consegna brevi di Airbus e Boeing. Infatti la seconda ha già decine di velivoli 737 MAX pronti alla consegna e potrà disporre di un extra-time per risolvere il problema della ricertificazione. 

In campo finanziario fondi di investimento ed altri grandi investitori che finora si sono focalizzati su velivoli di mezza età, saranno piuttosto scettici e si sentiranno sconcertati da tutti questi eventi per tornare ad investire immediatamente sul trasporto aereo. Chi si potrà avvantaggiare da questa situazione? Facile da dire: compagnie e aziende che disporranno di ingenti risorse di capitale liquido con le quali cominciare ad investire, con adeguate strategie, per trarre beneficio dalle debolezze degli altri competitor del settore. Per questo motivo Lufthansa, Airbus, e Boeing, dall'altra parte dell'oceano, cominciano a chiedere risorse finanziarie, e ad aumentare i loro capitali liquidi per poter trarre vantaggio dalla situazione.

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