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Trattato Open Skies: i Paesi aderenti si riuniranno a luglio

L'uscita degli Usa dall'accordo al centro dei colloqui

Il 6 luglio prossimo avrà luogo una conferenza dei Paesi firmatari del Trattato Open Skies, che sarà incentrata sull'uscita degli Stati Uniti dall'intesa, decisa recentemente dal presidente Trump senza informarne il Congresso (vedi interessante approfondimento AVIONEWS). A darne notizia i queste ore il dipartimento per la non proliferazione e il controllo degli armamenti del ministero della difesa russo. La decisione americana era stata annunciata il 21 maggio scorso, ed il segretario di Stato  Michael Pompeo il giorno dopo aveva spiegato come questa avrebbe avuto effetto  dopo 6 mesi dalla data del 22 maggio, vale a dire dal 22 novembre 2020. 

Trump imputò la decisione a presunte violazioni russe del Trattato. Mosca, ovviamente, le respinse al mittente. 

Il trattato sui Cieli Aperti o Open Skies, è un'intesa internazionale che ha l'obiettivo di promuovere la trasparenza sulle attività militari condotte dai Paesi membri secondo il concetto dell'osservazione aerea reciproca. Entrato in vigore nel 2002, finora vi hanno aderito 34 Nazioni (Bielorussia, Belgio, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Canada, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Russia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Turchia, Ucraina, Regno Unito e Stati Uniti. E Kirghizistan che deve ancora ratificare la firma). 

L'accordo ha durata illimitata ed è aperto all'adesione di altri Paesi.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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