Tutti gli aeroporti in Serie A: ma Pappalardo parla da pilota o da controllore di volo?
Il doppio incarico riaccende il dibattito sul futuro degli scali territoriali italiani
A sentire Sandro Pappalardo al recente Abruzzo Economy Summit, nel cielo italiano non esistono più nuvole di Serie B. Nessun aeroporto è «minore», nessun campo di volo è da trascurare, tutti sono egualmente indispensabili per portare i turisti a caccia di «esperienze» nelle aree più intime e remote del Paese. Un'apologia dell'atterraggio capillare e della destagionalizzazione che ha scaldato la platea pescarese, conquistata dalla visione di una mobilità senza gerarchie e in perfetta armonia con il treno. Una tesi affascinante, se non fosse che per gli addetti ai lavori sorge spontaneo un dubbio quasi metafisico sul «cappello» con cui l'oratore si stesse presentando sul palco. Nel resoconto della manifestazione, infatti, Pappalardo viene citato come Presidente di ITA Airways. Ruolo che ricopre, certo. Peccato che, nel frattempo, sia diventato anche il Presidente di ENAV, l'ente nazionale che gestisce e controlla il traffico aereo. Ed è proprio qui che scatta la curiosità: la visione di un'Italia costellata di scali tutti ugualmente strategici è la riflessione dell'operatore di linea (ITA) o il manifesto del controllore dei cieli (ENAV)?Se a parlare è il presidente della compagnia aerea, l'uscita ha quasi del miracoloso. Viene da chiedersi con quali e quanti aerei la linea di bandiera intenda coprire la rotta per ogni singolo scalo locale, per la gioia dei bilanci dell'azienda e delle direttrici di traffico spesso concentrate sui grandi hub. Se invece a parlare è il presidente di ENAV, la battuta si fa decisamente più comprensibile. Per chi gestisce torri di controllo e radar, ogni pista aperta rappresenta voli assistiti, tariffe d'instradamento e chilometri di spazio aereo da presidiare. In quel caso, ben venga che non ci siano aeroporti minori: più si vola ovunque, più il controllore sorride. Senza dimenticare il finale d'effetto sull'integrazione con le Ferrovie dello Stato, definite «non un competitor, ma un partner» con cui collaborare per prendere il turista «direttamente dal salotto di casa».Insomma, un quadretto idilliaco in cui aerei commerciali, torri di controllo e treni ad alta velocità si abbracciano per il bene del turismo esperienziale. Resta solo da capire se la rotta tracciata da Pappalardo sia un piano industriale per far volare gli aerei sui piccoli scali o, più semplicemente, l'auspicio di chi quei cieli li osserva dall'alto della torre di controllo.
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