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CLARA MOSCHINI

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Il Tar sospende per un ricorso di Leoni le elezioni dei vertici dell'Aeci

Dopo il 17 di luglio sapremo come andrà a finire...

La prima sezione del Tar del Lazio ha sospeso, con un provvedimento a firma del presidente Carmine Volpe “pervenuto in AeCI in data 20 giugno 2019”, le elezioni per le cariche di vertice dell'Aero Club d'Italia, la federazione che in Italia dovrebbe (condizionale d'obbligo) promuovere gli sport del volo e, delegato dal ministero dei Trasporti, gestisce la documentazione dei velivoli e dei piloti ultraleggeri (Vds).

Una decisione, quella del Tar, che ha ulteriormente sconcertato gli oltre 100 presidenti che si erano già preparati al viaggio a Roma per dare ad AeCI una nuova dirigenza che sanasse i tanti problemi che affliggono l'Ente: da uno statuto giudicato assolutamente obsoleto, al rinnovo del Dpr 133 che regola il Vds. Da affrontare ci sarebbero anche le questioni relative alle nuove regole dei 600 kg ormai risolte per i velivoli da turismo in tutta Europa e che ci vedono ancora una volta fanalino di coda con danni ingenti anche alle tante aziende che in Italia si occupano di progettazione e costruzione di questi velivoli.

Le prospettive per l'Aero Club d'Italia, ente che il commissario/presidente Giuseppe Leoni, dal 2002,  ha trascinato in giro per vari Tribunali della Repubblica, non si presentano assolutamente rosee. Il Tar del Lazio ha fissato per il 17 luglio la sentenza in merito al ricorso di Giuseppe Leoni contro il commissariamento voluto dal Governo.

Qualunque sia la decisione del Tar per l'ormai sfinito Aero Club d'Italia si aprono strade particolarmente ostiche e lunghe da gestire, mentre  alcuni presidenti hanno dato segnali concreti di irrequietezza inviando non le somme totali delle quote di federazione 2019, ma solo il minimo indispensabile per non essere dichiarati morosi.

Nel caso il ricorso venisse accolto la “palla” passerà di nuovo al Consiglio dei ministri che dovrà rivedere il commissariamento e prendere altre decisioni circa il futuro dell'Ente.

Tra queste la possibilità di sancire l'elezione del 2017 di Giuseppe Leoni e di tutto il consiglio direttivo. Una eventualità che sembra  estremamente remota. Con tutta probabilità il Governo si rifugerebbe in un nuovo commissariamento motivando ancora meglio le ragioni politiche e giuridiche, per cui Giuseppe Leoni non può essere presidente di Aeci.  Se il Tar del Lazio dovesse dare un parere negativo sul ricorso, per l'Ente si aprirà un nuovo periodo di inquietudini. 

Qualcuno comincia a capire che in trent'anni, grazie all'avvento del Vds e all'apertura di aviosuperifici e campi di volo, gli Sport del Volo sono cambiati drasticamente: da sport di elite a sport  aperti a tutti. Di contro questo rende il settore finanziariamente più debole e mentre in via Beccaria si discute di “politica”, molti presidenti  sono alle prese con problemi  finanziari di sopravvivenza dei loro Aero Club.

A guardare le statistiche da 20 anni a questa parte gli Aero club sono diminuiti in maniera drastica e ultimamente si sono ridotte le entrate per i velivoli ultraleggeri. Sono meno coloro che si avvicinano a questo sport per la mancanza assoluta di promozione che sarebbe compito principale di AeCI. Sono meno coloro che ogni anno rinnovano gli attestati di volo, meno quelli che completano i corsi iniziali. Tutto questo si traduce in una ridotta disponibilità finanziaria di Aero Club d'Italia che ora vive aggrappato ai fondi  Coni.

Fino a quando dureranno? Fino a quando i presidenti avranno pazienza e continueranno a federare i loro enti  ricevendo in cambio da Aero Club d'Italia poco o nulla.

Fino a quando gli sportivi italiani continueranno a frequentare le scuole di volo nel nostro Paese e non guarderanno oltre confine?

Di una cosa ormai tutti sono convinti: quella di Giuseppe Leoni è una battaglia personale, tesa a difendere propri interessi e prerogative che assolutamente nulla ha a che fare con l'amore per gli sport del volo. E a qualcuno viene in mente il racconto di Salomone e del figlio conteso da due madri. E sappiamo tutti chi è che vuole l'Aero club d'Italia spaccato in due.

Speriamo che ancora una volta questa visione miope non vinca. Di certo la strada per l'Aero Club d'Italia è ancora più in salita.

Intanto  ci sono raccomandazioni di Ansv  dirette ad AeCI ineseguite da oltre 4 anni e i dipendenti continuano ad essere divisi in fazioni.

La prossima presidenza dovrà affrontare una montagna di problemi e servirà autorevolezza e tanto impegno. 


Red - 1222498

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