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Usa testano missile a raggio Inf

La reazione di Mosca: risponderemo con la stessa moneta -VIDEO

Ieri il Pentagono ha testato  il prototipo di un missile configurato per trasportare una testata nucleare, del quale non ha rivelato ulteriori dettagli se non che è stato lanciato da una piattaforma statica posta nella base aerea di Vandenberg, in California, e finito in mare aperto.  Il dipartimento della Difesa ha aggiunto che il missile balistico ha volato per più di 500 miglia, ma la sua gittata sarebbe di gran lunga maggiore tant'è che lo stesso Pentagono ha rifiutato di rivelarne la portata massima. Ma in ogni caso l'armamento rientra tra quelli proibiti dal trattato Inf (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) sugli euromissili, da crociera e balistici,  di raggio ricompreso fra le 310 e le 3417 miglia (da 500 a  5500 chilometri) siglato nel 1987 dagli allora presidenti di Stati Uniti ed Urss. Patto dal quale l'amministrazione dell'attuale capo della Casa Bianca Trump è uscita nell'estate scorsa dopo aver accusato la Russia di non rispettarne le regole.

La reazione di Mosca al lancio di ieri non si è fatta attendere, e per voce di Vladimir Ermakov, direttore del dipartimento per la non proliferazione e il controllo degli armamenti,  ha fatto sapere: "Siamo preoccupati, e naturalmente terremo conto di questo", ponendo l'accento sul fatto che sono passati solo pochi mesi dall'abbandono da parte americana del Trattato Inf, ma che per sviluppare un armamento della portata del missile testato ieri questa manciata di mesi non è sufficiente: Washington aveva dunque la coscienza sporca quando è uscita dal patto,perché già stava sviluppando missili vietati dallo stesso. Alla luce dunque anche di un altro test su un missile da crociera effettuato con successo  dal Pentagono nell'agosto scorso, e anch'esso ricompreso fra gli armamenti proibiti dall'Inf, Mosca ha promesso di rispondere con la stessa moneta. 

Ad aggravare la situazione giunge la dichiarazione resa in queste ore dal segretario alla Difesa americana Mark Esper, il quale ad una domanda dei giornalisti circa la possibilità che venga rischierato un missile a raggio Inf in Europa, ha risposto: "Una volta che avremo sviluppato missili a raggio intermedio, e se i miei superiori lo richiedono, allora lavoreremo a stretto contatto e ci consulteremo da vicino con i nostri alleati in Europa, Asia e altrove per quanto riguarda eventuali schieramenti".

Non occorrono gli analisti per comprendere che a questo punto una nuova corsa agli armamenti non è più uno spauracchio ma cosa concreta. Anche perché l'ultima limitazione a questo tipo di armi è il Trattato Start siglato nel 2010, baluardo che scadrà nel 2021 e che può essere prorogato fino a cinque anni senza rinegoziazione alcuna dei suoi termini principali. Ma l'amministrazione Trump ha già mostrato scarso interesse a tale proroga...

In basso, il video mostra il lancio del missile dalla base di Vanderberg, California: 




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