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La Cina riparte mentre crollano i voli in Europa

Pechino si avvia a guidare ripresa settore trasporto aereo cominciando con le merci

Impressionante -rivela AVIONEWS– la diminuzione del traffico aereo nei cieli europei dovuto al Covid-19, ben superiore a quella generata dagli attacchi suicidi dell'11 settembre 2001. Ieri, 24 marzo, hanno volato 21.254 aerei in meno rispetto ad un anno fa. Lo ha comunicato il direttore generale di Eurocontrol, Eamonn Brennan, che ha detto testualmente: “Ieri (24 marzo NdR) hanno volato nei cieli del continente solo 6268 velivoli, oltre il 77% in meno a confronto con il 2019". Il dato segna un nuovo arretramento rispetto a lunedì, quando dagli aeroporti europei erano decollati ed atterrati un numero di velivoli pari ad una riduzione del 75,9% rispetto al 2019, solo 6837 aerei. 

Intanto –sottolinea AVIONEWS- arrivano dalla Cina i primi segnali di ripresa nel trasporto aereo e di programmazione delle future attività. Sono stati riavviati i lavori di costruzione di oltre l'80% dei progetti aeroportuali in tutta la Cina: circa 65 progetti in differenti sedi aeroportuali. Tra questi, secondo l'amministrazione dell'aviazione civile della Cina, 27 progetti pari al 90% dei 30 totali riguardano i principali aeroporti nazionali. In Cina –ricorda AVIONEWS– nel 2019 operavano 238 aeroporti civili. La Cina considera gli scali “infrastrutture pubbliche-chiave” che rientrano e devono supportare lo “sviluppo costante e rapido dell'industria dell'aviazione civile cinese". 

Intanto dall'8 aprile Wuhan ritornerà ad avere i collegamenti aerei commerciali, con esclusione dei collegamenti internazionali e di quelli da e per Pechino. Sempre ieri, (24 marzo NdR), in una riunione esecutiva del Consiglio di Stato, presieduta dal primo ministro Li Keqiang, è stata decisa –rivela AVIONEWS- l'adozione di misure per aumentare la capacità di trasporto aereo internazionale del Paese e garantire spedizioni senza ostacoli. Una modalità ritenuta indispensabile per rafforzare l'economia cinese incrementando il vantaggio competitivo della Cina nei servizi logistici internazionali. Il comitato ha stabilito di mantenere il “sostegno politico” ai voli cargo internazionali. I vettori cinesi che operano nel settore del trasporto-merci saranno sostenuti nell'espansione delle loro flotte mediante l'introduzione di un maggior numero di velivoli cargo con finanziamenti diretti alla compagnia o facilitazioni nel leasing. Interessante la volontà espressa dalle autorità cinesi di incoraggiare la “fusione e la riorganizzazione delle imprese di trasporto aereo e di logistica”. 

Il primo ministro Li Keqiang ha detto che "la Cina deve pianificare in anticipo e sfruttare l'iniziativa delle aziende di logistica nello sviluppo di una rete internazionale di trasporto aereo". Con queste misure il governo cinese intende “aumentare la capacità di trasporto internazionale merci per via aerea, al fine di stabilizzare le catene di approvvigionamento. Per questo deve essere accelerato lo sviluppo di un sistema internazionale di logistica e servizi di consegna per sostenere il buon funzionamento della catena industriale. Li ha dichiarato che “i volumi di merci trasportate dagli aerei passeggeri sono crollati ed i costi di spedizione sono aumentati in modo significativo, a seguito del calo in tutto il mondo dei servizi aerei per il trasporto-passeggeri causato dall'epidemia".

Anticipando concetti che vanno appena prendendo forma in occidente, il primo ministro cinese si è detto convinto che, a causa del Covid-19, sono emersi quelli che ha definito gli “anelli deboli nella capacità di trasporto aereo del Paese”. "Dobbiamo facilitare -ha concluso Li- sia i servizi di trasporto aereo internazionale che quelli nazionali e mantenere la nostra capacità di trasporto internazionale merci per via aerea per evitare potenziali shock alle catene di approvvigionamento ed agevolare la ripresa delle operazioni commerciali". 

Un chiaro segnale dell'aggressività –scrive AVIONEWS- con cui Pechino intende uscire dalla crisi e rafforzare le aree di competitività che già detiene nei confronti dei Paesi occidentali ed un chiaro monito ad Usa ed Europa perché i governi usino mezzi adeguati per consentire una ripresa anche delle nostre aziende.

red - 1228774

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