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Covid, Admiral Crozier's story e portaerei Roosevelt: Trump s'ingarbuglia...

Gli ingredienti di una vicenda che torna ad infiammare la poltrona presidenziale

Continua –scrive AVIONEWS - l'altalena dei politici Usa di fronte alla vicenda dell'ammiraglio Brett Crozier, comandante della portaerei nucleare "Theodore Roosevelt", che è stato rimosso dall'incarico dopo la pubblicazione di una sua lettera in cui chiedeva di far sbarcare tutto l'equipaggio dell'unità che in operazioni arriva fino a 5600 tra marinai ed aviatori.  La motivazione della richiesta, esplicitata nella lettera, era la presenza di marinai affetti da Covid. La "Uss Theodore Roosevelt", soprannominata the Big Stick o TR, è la quarta portaerei  a propulsione nucleare appartenente alla  classe Nimitz, della United States Navy. Entrata in servizio nell'ottobre 1986, prende il nome dal 26esimo presidente degli Stati Uniti d'America, Theodore Roosevelt.  

L'ammiraglio Crozier è stato rimosso su indicazione anche del presidente Trump che nella sua qualità di comandante in capo delle forze armate è di certo stato informato di cosa stesse avvenendo. Una portaerei nucleare è un assetto strategico vitale per la difesa degli Stati uniti ed anche per la sua politica estera.

Certamente l'intera vicenda ha ambiti poco chiari. 

Dal comportamento della Casa Bianca che s'è espressa evidenziando un grado di sensibilità e protagonismo che mal si conciliano a certi livelli di responsabilità. 

In secondo luogo appare poco comprensibile il comportamento del sottosegretario alla marina, Thomas Modly che s'è dimesso (unica azione politicamente apprezzabile) dopo che è stato pubblicato un audio in cui accusa di stupidità l'ammiraglio Crozier di fronte a tutto il suo equipaggio. 

Un'azione inutile, dannosa ed incomprensibile a chiunque, ma soprattutto a chi dovrebbe sapere che un comandante è generalmente amato dal suo equipaggio che, com'è avvenuto, lo difenderà ad ogni costo. Tra l'altro un autogol per tutta l'amministrazione della Difesa che avrebbe messo una persona “poco intelligente” al comando di uno degli strumenti militari più potenti al mondo.

Non meno strano il comportamento dell'ammiraglio Crozier, che prima decide di far sbarcare gran parte dell'equipaggio in un'area orientale con la pandemia già in corso, poi, accertato il contagio a bordo, decide di renderlo pubblico scrivendo una lettera “non classificata” in cui chiede lo sbarco dell'intero equipaggio senza considerare il caso politico che un tale messaggio -che qualche interessato ha fatto pervenire alla stampa-, poteva suscitare. 

Certo la salute dell'equipaggio viene prima di ogni altra cosa, ma sbarcare migliaia di militari già contagiosi non è come portare un parente in ospedale. Dichiarare che l'equipaggio di una portaerei nucleare è affetto da coronavirus è certamente una aperta dichiarazione di debolezza che non si confà ad uno strumento come quello della Us Navy. 

In tutto questo ora –riferisce AVIONEWSTrump, in un ennesimo inutile tentativo di ritrovare l'equilibrio, afferma che non è stato lui a chiedere  le dimissioni di Modly. "Ho sentito che l'ha fatto perché non voleva creare problemi alla Nazione -ha detto- ma non si sarebbe dovuto dimettere, io non glielo avrei chiesto". 

Il segretario della difesa, Mark Esper, ha reso noto di aver accettato le dimissioni che Modly "ha presentato di sua iniziativa, mettendo la marina ed i marinai prima di sé stesso così che la 'Uss Theodore Roosevelt' e l'intera marina potessero andare avanti". Una querelle che certo non giova all'indice di gradimento del presidente Usa mentre le elezioni si avvicinano.

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