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easyJet: turbolenza in aria chiara

Domani il comitato aziendale europeo si riunirà per iniziare consultazione obbligatoria

Il prossimo 4 giugno il comitato aziendale europeo di easyJet si riunirà in videoconferenza per iniziare la consultazione obbligatoria, in seguito alle recenti dichiarazioni del vettore aereo, rispetto alla situazione economica del Gruppo ed in particolare all’impatto della crisi sull’occupazione. Nonostante l’annuncio della scorsa settimana di ripresa delle attività di volo già a partire dal 15 giugno, in gran parte del network, inclusa l’Italia e nonostante le dichiarazioni incoraggianti in merito alle tendenze di prenotazione dei voli, migliori per l'inverno anche rispetto a quelle dello scorso anno, l'aviolinea ha dichiarato che dovrà ridimensionare la sua flotta entro la fine del 2021, rinunciando a circa 50 aerei rispetto alle previsioni di pianificazione pre-Covid-19, e che si vedrà costretta a ridurre i propri dipendenti fino al 30% e di conseguenza anche a razionalizzare le sue basi operative.

Ad oggi la consultazione è iniziata solo nel Regno Unito, ma nei prossimi mesi toccherà tutti i Paesi del network, ed è ancora da capire quale impatto questa ristrutturazione potrà avere sul territorio italiano.

In attesa di poter valutare i risultati semestrali che verranno presentati il 30 giugno 2020, il comitato aziendale europeo chiederà informazioni dettagliate sugli investimenti e sui piani di razionalizzazione annunciati, nonché tutti gli aggiornamenti di carattere transnazionale che potranno influenzare i rapporti di lavoro nel prossimo futuro. Se da un lato infatti il vettore tranquillizza il mercato annunciando la ripresa graduale delle operazioni, in tutto il network europeo, a partire dal 15 giugno, poca chiarezza sembra invece esserci sulla situazione finanziaria e sulla strategia che verrà adottata per far fronte alla crisi.

Tra le principali incognite rimangono anche forti dubbi sulla reale disponibilità di cassa e sugli esiti di una potenziale azione legale da 20 miliardi di Euro per violazione dei dati personali dei clienti, a causa di un sofisticato attacco hacker ai danni di circa 9 milioni di passeggeri. Lo studio legale Pgmbm ha infatti recentemente dichiarato di aver presentato un ricorso presso l'Alta corte di Londra per conto dei clienti easyJet, accusando la compagnia di aver atteso quattro mesi per informare i diretti interessati, nonostante l’attacco hacker fosse stato notificato all'ufficio del commissario per le informazioni del Regno Unito già a gennaio 2020. Secondo lo studio legale la violazione dei dati sarebbe da considerarsi non solo “monumentale” ma anche un terribile fallimento in termini di responsabilità.

Ad aggiungere instabilità alla situazione del Gruppo c'è poi anche la battaglia interna tra il fondatore e maggior azionista Stelios Haji-Ioannou ed il consiglio di amministrazione dell'aviolinea, che potrebbe fermare l’attuale ordine di Airbus pianificato, per un valore di circa 5 miliardi di Euro.

easyJet è presente in Italia da oltre 20 anni ed è oggi la terza compagnia aerea nel Paese per numero di passeggeri. Fino ad ora ha reso disponibili oltre 250 rotte nazionali ed internazionali in ben 18 aeroporti italiani, con una flotta di 34 aeromobili, stanziati nelle tre basi di Milano-Malpensa, Napoli-Capodichino ed il "Marco Polo" di Venezia, presso le quali sono impiegati quasi di 1500 dipendenti. Quale sarà il futuro della compagnia in Italia resta ancora difficile da prevedere e non aiuta la poca chiarezza in merito alla recente decisione di costituire fronte comune con Ryanair, insieme ad altre quattro compagnie aeree straniere operative in Italia, attraverso la neonata Associazione Aicalf (Associazione italiana compagnie aeree low-fare).

“Rappresentare gli interessi delle low-cost nell’ambito delle relazioni con le autorità governative italiane e con gli altri interlocutori istituzionali, per evitare iniziative che creino distorsione nella concorrenza tra vettori...”, includendo tra le richieste quella di essere esentate per esempio dal dover applicare il trattamento economico minimo per il personale del trasporto aereo italiano, non sembra però essere compatibile con la posizione dell'Europeans for Fair Competition. La E4FC infatti, lo scorso 26 maggio, ha invitato ufficialmente la Commissione europea e gli Stati nazionali a salvaguardare l'industria aerea europea ed i lavoratori del settore, sostenendo che non possa esserci competitività senza sostenibilità sociale e rispetto del diritto nazionale del lavoro.

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