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Presidente Rossi: la Toscana aiuterà i vettori aerei low-cost

Riduzioni delle tasse di atterraggio ed altri benefit per attrarre più voli

L'allarme, come in altre parti d'Italia risale a qualche giorno fa, scrive AVIONEWS, quando Marco Stella (Forza Italia) vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana aveva sollecitato il presidente della Regione "Chiediamo al governatore toscano Enrico Rossi di intervenire presso il Governo italiano e la Commissione europea, per difendere il nostro settore turistico, messo in ulteriore difficoltà dalla decisione di alcune compagnie aeree di ridurre sensibilmente la frequenza dei voli per Firenze e Pisa, per l'allarme sul Coronavirus". Il turismo toscano aveva detto Stella sta vivendo dei momenti difficilissimi, con disdette dell'80% e ricadute economiche e occupazionali (anche sull'indotto) che si preannunciano disastrose”. Il Governo e l'Ue hanno il dovere di intervenire, e Rossi ha il dovere di sollecitare i loro interventi, anche a tutela dei livelli occupazionali dei lavoratori dei due scali toscani".

Discorsi formalmente corretti, ma che dimostrano una tendenza pericolosa a guardare unicamente nel proprio “orticello” facendo in questo modo il gioco di chi non può avere a cuore gli interessi nazionali.

La reazione del presidente Rossi non si è fatta attendere. Dopo aver criticato regole e prescrizioni “con cui il Governo -ha detto il politico toscano- in modo subdolo scarica sulle Regioni la responsabilità derivante dalle sue decisioni di riaprire in tutta Italia”, Rossi lancia il suo piano per il turismo toscano.

Prima di tutto -riporta AVIONEWS- “supportando le compagnie aeree low-cost con cui vola la maggior parte degli stranieri per farle operare principalmente da Pisa e Firenze”. Secondo punto del programma: allargare il diritto all'assistenza sanitaria a tutti coloro che sceglieranno per le vacanze la Toscana, compresi i cittadini extra Unione europea. Due provvedimenti  che certamente invoglieranno molte compagnie ad usare gli scali toscani, ma che nel contempo rischiano di provocare squilibri ancora maggiori nel settore del trasporto aereo soprattutto in Italia. Rossi ha usato, a sproposito, l'esempio degli aiuti ad Air France e Klm dimenticando che in quel caso si è trattato di compagnie con sede nelle Nazioni di appartenenza (che quindi pagano le tasse sui loro utili negli stessi Paesi) e che hanno tra i loro occupati la maggioranza di lavoratori francesi o olandesi.

Tutte condizioni che non si attagliano alle low-cost che potrebbero essere beneficiarie dell'iniziativa toscana. È evidente che la prima compagnia a cui andrebbero contributi e riduzioni fiscali che Rossi ha in mente sarebbe Ryanair, la prima compagnia low-cost in Europa per passeggeri trasportati che da anni detiene lo stesso primato anche in Italia. Anche se non dichiarato l'obiettivo di Rossi sarebbe addirittura quello di convincere la compagnia irlandese ad aumentare i voli sugli scali toscani magari anche riducendoli su altre destinazioni italiane.

Un piano che non convince i sindacati che, mentre chiedono impegno per il mantenimento dei posti di lavoro negli aeroporti di Pisa e Firenze, si dicono certi che questo risultato possa essere raggiunto senza aiutare aviolinee che in Italia pagano il minimo possibile di tasse e spostano i loro proventi in altre Nazioni. Il rischio –scrive AVIONEWS- è che atteggiamenti come quello del presidente Rossi aprono una corsa al ribasso tra le varie regioni più interessate a ristabilire i collegamenti aerei con il resto d'Europa. Le uniche a trarne vantaggio sarebbero proprio le low-cost con un ulteriore danno indiretto ad Alitalia per non parlare delle ricadute sia pure marginali che eventuali spostamenti da altri destinazioni italiane potrebbero portare.

Ancora una volta sembra mancare nel nostro Paese un piano unitario in grado di coniugare le esigenze di tutti, senza che  ogni singola Regione  debba spintonare per arrivare prima ad accaparrarsi qualche volo in più.

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