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CLARA MOSCHINI

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Aerei leggeri. Dac-progetto Tabasco: rivoluzione materiali compositi a basso costo

Oltre 500 velivoli "Made in Campania" venduti nel mondo

I materiali compositi, dati i loro alti costi e complessità sono sempre stati appannaggio dei grandissimi produttori aerospaziali di aerei commerciali, Airbus, Boeing. L’obiettivo del progetto Tabasco (Tecnologie e processi di produzione a basso costo per strutture in composito per velivoli avanzati) è stato quello di ripensare tecnologie e processi di produzione per renderli disponibili anche ai produttori aeronautici dell’aviazione generale.

Partito con il velivolo certificato Tecnam P-2010, il progetto ha potuto creare nuovi e certificati standard di produzione, portando il P-2010 alla certificazione europea Easa (European Aviation Safety Agency) ed, in seguito, a quella statunitense Faa (Federal Aviation Administration). Grazie a questa esperienza, non solo sperimentale, ma anche produttiva con l’utilizzo dei processi e delle tecnologie consolidate attraverso il programma di ricerca ed infine con l’attività commerciale sono stati venduti in tutto il mondo 130 aerei P-2010. Con la stessa tecnologia si possono considerare il numero di oltre 500 velivoli se si includono anche i modelli, P-2008JC, P-2008: tutti realizzati in materiale composito. Questi aeromobili sono richiesti da scuole di pilotaggio, enti pubblici ed utenti privati. I materiali compositi consentono forme più spaziose della cabina e linee accattivanti.

Una nuova conquista della tecnologia e della ricerca applicata "Made in Campania" realizzata attraverso i progetti di sviluppo attivati dal Distretto aerospaziale della Campania (Dac), in collaborazione con Tecnam.

Il progetto del valore di sei milioni di Euro è stato cofinanziato dalla Regione Campania. La compagine di ricerca che lo ha sviluppato è tutta costituita da soci del Dac presieduto da Luigi Carrino. La competenza scientifica è stata contribuita dalle Università di Napoli "Federico II", della Campania "L. Vanvitelli", del Sannio e dall’Università "Parthenope" oltre che dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e dal Centro italiano di ricerca aerospaziale (Cira). Ha preso parte al progetto anche l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) attraverso l’osservatorio astronomico di Capodimonte pure interessato ad introdurre l’uso dei materiali compositi nelle applicazioni di astrofisica. Magnaghi, Laer, Protom, Leadtech, hanno portato il contributo industriale partecipando attraverso i consorzi soci diretti del Dac di cui fanno parte (rispettivamente Sam, Chain, Ali). 

Tecnam è tra i primi tre produttori al mondo nella categoria aviazione generale, una delle pochissime società di velivoli di questa categoria in grado di ottenere certificazione all’uso di compositi da parte dell’Autorità di navigazione Easa (European Aviation Safety Agency)/Enac (Ente nazionale aviazione civile). È ora in uscita il modello del velivolo Tecnam più piccolo che pure fa ampio uso di compositi: il P-92 MkII. Si tratta di una ri-edizione del classico P-92, aeromobile entry-level della flotta Tecnam esempio tangibile dell’applicazione a “basso costo” dei compositi nella produzione di mezzi aerei per aviazione generale.

Proprio con l’impiego di questi materiali è nata la prima macchina, P-2010, un velivolo quattro posti, monomotore certificato. Il modello ha fatto da apripista rappresentando il top della complessità dal punto di vista operativo e tecnologico e, a valle di questo, sono stati realizzati ulteriori due aeromobili: il P-2008 (versione due posti certificata l’anno successivo al P-2010, in tempi ristrettissimi avendo già sviluppato il know-how ed oggi viene lanciato il P-92MkII, ultraleggero che adotta le stesse tecnologie costruttive.

Il progetto, come da statuto, ha realizzato pienamente il trasferimento e l’abilitazione delle tecnologie necessarie. Il database realizzato viene oggi incrementato ed esteso via via che si fanno ricerche ed attività sulla base dell’approccio metodologico segnato e, dunque, il percorso di sviluppo consentirà ulteriori estensioni.

Durante lo svolgimento del progetto le macchine sono state certificate con una velocità che ha sorpreso la stessa autorità europea per la proattività delle soluzioni individuate ed adottate. Quelli che erano solamente dati proiettati sulla base di studi hanno trovato conferma nella vita operativa perché uno dei problemi principali delle strutture in materiale composito è il degradamento dovuto alle condizioni ambientali oppure, in caso di incidenti, si teme che il carbonio sia più fragile ed impattante per la sicurezza degli occupanti il velivolo. In realtà i dati statici hanno insegnato che la cellula ha risposto bene a tutte le sollecitazioni, con una proposizione non solo per i diportisti, ma anche per le scuole di volo, che rappresentano oggi il principale cliente per la vendita di velivoli realizzati con queste tecnologie. Addirittura un P-2010 ha volato da Capua in Pakistan attraversando il deserto con alte temperature ed umidità, dando così ulteriore convalida del prodotto.

Recentemente Tecnam è entrata nel mercato degli aerei passeggeri con il P-2012 "Traveller", bimotore pistoni 11 posti, già venduto in centinaia di esemplari in tutto il mondo. Il cliente di lancio è Cape Air, una delle più grandi compagnie regionali mondiali, con base a Boston, Usa. Ne sono già stati consegnati 14 su un ordine complessivo di 100 unità (vedi AVIONEWS).

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