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Colpo di Stato in Myanmar: arrestata leader San Suu Kyi

Sospesi tutti i collegamenti aerei nel Paese

Sono passati quasi sessant’anni dal colpo di Stato che ha stravolto il corso politico della Birmania, Nazione che è nota anche col nome di Myanmar. Proprio nelle prime ore di oggi, lunedì primo febbraio 2021, un altro golpe ha funestato il Paese, con la vincitrice delle ultime elezioni, Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace nel 1991, che è stata arrestata insieme agli altri esponenti del governo locale. Secondo quanto si è appreso, c’è stato un raid dopo giorni di tensione crescente con le forze armate. Proprio l’esercito ha sottolineato più volte di non credere alla regolarità dell'ultima tornata elettorale civile, spingendo il numero uno dell’esercito, l’ex-generale Myint Swe, a dichiarare che si è trattato di un colpo di Stato costituzionale. San Suu Kyi è stata accusata di aver vinto con i brogli e le frodi le elezioni, un “tentativo di usurpare la sovranità statale tramite mezzi illegali”. Tutti i collegamenti aerei del Paese sono stati immediatamente bloccati, con una serie di proteste di massa in molte regioni. I militari birmani hanno anche annunciato uno stato d’emergenza che durerà un anno, promettendo nuove elezioni “libere ed eque”. La leader ormai deposta si è rivolta al popolo, invitando i cittadini a non piegarsi al golpe, oltre a chiedere di opporsi all’esercito. Nella dichiarazione del premio Nobel che è stata resa pubblica dalle pagine social della Lega nazionale per la democrazia, si legge come l’unica cosa da fare in questo momento sia protestare “con tutto il cuore contro il colpo di Stato”. 

Sullo stesso argomento leggi anche la notizia pubblicata da AVIONEWS

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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