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CLARA MOSCHINI

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Le nuove torri di controllo del traffico aereo

Modularità per una nuova sostenibilità energetica con uno sguardo al bilancio aziendale

Le torri di controllo hanno da sempre rappresentato iconicamente il controllo del traffico aereo. Presenti sin dagli albori dei servizi Atc con altezze proporzionali alla grandezza dei sedimi aeroportuali e con servizi adeguati alla mole di traffico gestito, esse sono state determinanti per gli sviluppi dell’aviazione.

La loro costruzione fisica non ha mai avuto una serialità tale da poter sostenere il confronto con la progettualità degli aerei. Ogni aeroporto, ogni provider, ogni istanza politica ha avuto modo di esprimere opere ingegneristiche uniche, identificabili con singole realtà operative. 

Torri di controllo dei più grandi aeroporti internazionali sono infatti divenute icone architettoniche. 

In Italia la torre di Fiumicino è sottoposta a molti vincoli in tal senso. La torre del nuovo aeroporto di Istanbul, concepito per ospitare fino a 100 milioni di passeggeri/anno, è stata progettata da Pininfarina ispirandosi al tulipano, fiore rappresentativo della Nazione turca.

Altre torri-icone si ritrovano negli Usa, a New York, Los Angeles, Las Vegas, oggetti anche di un florido merchandising di nicchia.

Le torri di controllo sono inoltre sì oggetti deputati a durare nel tempo ma non imperiture, così che al volgere del XXIesimo secolo molte di loro sono prossime alla dismissione; per il mancato rispetto di molti nuovi vincoli sia operativi che inerenti la sicurezza sul lavoro.

Sempre negli Usa è stata pianificata la dismissione di 100 torri, rappresentando allo stesso tempo la necessità di costruirne di nuove.

Anche in Italia si dovrebbe considerare la necessità di rivedere le strutture architettoniche ed ingegneristiche di alcune torri?

Se da un lato la remotizzazione di molti aeroporti sarà il necessario contraltare alla dismissione delle relative torri fisicamente presenti sulle singole realtà operative, che fare sui più grandi scali?

Si potrebbe far fronte alla necessaria riformulazione di queste torri avendo come pietra angolare la modularità progettuale?

Così facendo la torre si adatterebbe allo scalo considerato, ottimizzando il consumo energetico sin dalla fase progettuale per una più marcata sostenibilità ambientale.

Sempre la torre verrebbe costruita in tempi stretti, ora su di un aeroporto ora su di un altro, rendendosi operativa in poco tempo.

Last but not least, uno ed uno solo sarebbe il progetto, così che a fronte di un’unica spesa messa a bilancio si avrebbe la possibilità di far fronte alle esigenze di molti scali. Perché anche questa è sostenibilità. 

red - 1240808

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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