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No a rimborsi per passeggeri assenti all'imbarco

Decisione Corte giustizia Ue su voli in ritardo di oltre tre ore

La Corte di giustizia dell'Unione europea ha stabilito che il passeggero di un collegamento aereo con ritardo superiore a tre ore, se il viaggiatore non si presenta all'imbarco, non ha diritto alla compensazione pecuniaria prevista dalle normativa comunitaria. Una cifra forfettaria pari a 250 Euro che ogni passeggero può, in linea di principio, rivendicare, in base al regolamento sui diritti dei consumatori del trasporto aereo. 

È quanto emerso in due sentenze che vedono coinvolta l'aerolinea austriaca Laudamotion per due voli sulla tratta Düsseldorf-Palma di Maiorca. I due passeggeri, temendo che il ritardo del volo facesse loro perdere un appuntamento di lavoro, avevano deciso di non utilizzarlo. In uno dei casi, il viaggiatore aveva prenotato autonomamente un altro volo, grazie al quale era arrivato a destinazione.

I giudici ribadiscono così che il regolamento sui diritti dei passeggeri del trasporto aereo mira a porre rimedio alle difficoltà ed ai "gravi disagi" subiti dai passeggeri in relazione ad un volo. Pertanto, questi disagi, derivanti dal fatto che un passeggero abbia dovuto trovare autonomamente un volo alternativo, non possono essere considerati "gravi" nel caso in cui questi abbia raggiunto la sua destinazione finale con un ritardo inferiore a tre ore.

Gic - 1256243

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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