Ispezioni antidoping sugli arrivi per Milano-Cortina 2026
Controlli ai bagagli in aeroporto, cooperazione doganale e nuovo laboratorio Wada a Roma
I controlli antidoping in vista dei Giochi invernali Milano-Cortina 2026 partiranno già nei punti di ingresso al Paese: l’Agenzia internazionale per i test (Ita) ha annunciato che, per la prima volta in occasione di un’Olimpiade, verranno effettuate ispezioni e controlli sui bagagli di atleti, staff ed ufficiali al loro arrivo negli aeroporti italiani. L’obiettivo è estendere la sorveglianza prima ancora che i protagonisti entrino nella “bolla” del Villaggio olimpico, introducendo procedure preventive e di intelligence mirate ad intercettare violazioni fin dal transito sul territorio ospitante. L’iniziativa si inserisce in un’evoluzione normativa e tecnologica pluridecennale: prima degli anni Sessanta l’uso di stimolanti era poco regolamentato, ma eventi drammatici —come la tragedia del ciclista Knud Enemark Jensen ai Giochi di Roma 1960— accelerarono la risposta istituzionale.
Nel 1967 il Cio (Comitato internazionale olimpico) istituì la Commissione medica e pubblicò le prime liste di sostanze proibite; da allora il sistema ha progressivamente rafforzato gli strumenti di contrasto. Oggi il controllo antidoping combina il passaporto biologico dell’atleta, test fuori competizione mirati, la conservazione e la rivalutazione di campioni storici con tecnologie avanzate, ed una cooperazione sempre più stretta tra agenzie antidoping, autorità doganali e forze dell’ordine. In questo quadro si colloca anche l’apertura a Roma, a fine dicembre, di un laboratorio antidoping di ultima generazione gestito dalla Federazione medico sportiva italiana: opera che ha richiesto un investimento di circa 16,2 milioni di Euro e sostituisce le strutture obsolete di Acqua Acetosa, collocandosi tra i laboratori accreditati Wada nel panorama internazionale.
AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency