Invaso sul torrente Enza: Confedilizia propone 150 mln mc
Proposte per rilanciare borghi, agricoltura e sicurezza antincendio lungo l'Appennino
Confedilizia di Reggio Emilia solleva la richiesta che lo sbarramento sul torrente Enza abbia una capacità minima di 150 milioni di metri cubi, nel pieno del dibattito pubblico sulle soluzioni progettuali tra le province di Parma e Reggio Emilia. L’associazione sostiene che un invaso di tale portata garantirebbe benefici strategici per l’Appennino e la pianura circostante.
Sul piano idrico ed energetico, una capacità robusta permetterebbe di stoccare volumi significativi di acqua pulita e di sfruttare potenzialità idroelettriche per far fronte a consumi in crescita e al supporto irriguo dell’agricoltura padana.
A livello socio-economico, Confedilizia indica la possibilità di rivitalizzare le comunità montane attraverso lo sviluppo di attività produttive, ricettive, culturali e sportive legate ai percorsi naturalistici ed al patrimonio storico, contribuendo al ritorno di famiglie ed imprese nei borghi.
Dal punto di vista della sicurezza antincendio, l’associazione ritiene essenziale una lunghezza dell’invaso dell’ordine del chilometro per consentire il pescaggio efficace dell’acqua sia da elicotteri sia da aerei antincendio come i Canadair.
Infine, un grande invaso favorirebbe la valorizzazione del patrimonio immobiliare attraverso interventi di recupero e nuove opportunità ricettive.
Confedilizia avverte però che ridurre la volumetria comprometterebbe queste prospettive, sottraendo al territorio opportunità ritenute decisive per lo sviluppo e la resilienza dell’area.
AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency