Fiumicino, opposizione: ampliamento mette a rischio aree protette
Denunciano compensazioni ecologiche scarse e decisione calata dall'alto senza confronto
I gruppi di opposizione di centrosinistra a Fiumicino hanno attaccato le dichiarazioni del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, rese dopo la delibera comunale sulla riperimetrazione della Riserva del Litorale necessaria per l'ampliamento dello scalo. Secondo Pd, Lista Civica Ezio, Sinistra Italiana e Reti Civiche, il primo cittadino non avrebbe adeguata conoscenza del dossier e parla di un ipotetico “saldo zero” ambientale che, dicono, non trova riscontro nei documenti tecnici.
I consiglieri ricordano che, tra le oltre 600 pagine prodotte per il progetto, appena quattro riguardano misure di compensazione ecologica, nonostante l'intervento interessi più di 150 ettari di aree protette di elevato valore naturalistico. Per loro si tratta di una reale perdita netta di suolo naturale senza garanzie verificate di ripristino: parlare genericamente di tutela ambientale diventa propaganda se non si esplicita come saranno effettivamente recuperate le superfici compromesse.
Sul piano del sistema aeroportuale, l'opposizione richiama i modelli europei che privilegiano hub principali integrati con scali secondari dedicati al low-cost per distribuire i flussi. Denunciano invece la scelta di concentrare tutto su Fiumicino, caricando il territorio locale della crescita della capacità aeroportuale senza un piano credibile per trasformare lo scalo in vero hub delle compagnie di bandiera. Infine, criticano l’assenza di confronto politico locale, accusando il Partito democratico romano di non avere mai avviato un dialogo concreto con il territorio e di voler imporre decisioni dall’alto. Per i gruppi di opposizione, così non si costruisce il rilancio né si pratica la politica di cui il centrosinistra ha bisogno.
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