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Contesa artica: la Groenlandia tra sicurezza e potenze straniere

Scontro Washington‑Copenaghen su sorveglianza, infrastrutture e deterrenza nel Nord Atlantico

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rilanciato su "Truth" un duro appello alla Nato perché eserciti pressioni sulla Danimarca affinché rimuova presenze straniere dalla Groenlandia, sostenendo che mezzi simbolici non sono sufficienti e che solo Washington disponga della capacità necessaria per garantire il controllo della regione. Il messaggio faceva riferimento ad un report giornalistico secondo cui i servizi d’intelligence danesi l’anno scorso avevano segnalato obiettivi di interesse militare russi e cinesi sull’isola e più in generale nell’Artico. 

La questione riporta al centro il valore strategico della Groenlandia: posizione logistica per il pattugliamento del Nord Atlantico, piattaforme per sorveglianza aerea e spaziale (basti pensare alle strutture già esistenti) e rotte marittime in evoluzione con lo scioglimento dei ghiacci. 

Sul piano operativo, quanto emerso solleva temi noti agli specialisti: consapevolezza della situazione (domain awareness), resilienza delle infrastrutture civili e militari, interoperabilità delle forze alleate e distribuzione degli oneri tra Nato e partner locali. La polemica di Trump rimette in luce il dilemma strategico in Artico: contenimento delle attività di potenze revisioniste, tutela della sovranità degli stati insulari e coordinamento politico-militare alleato. Nei prossimi mesi sarà cruciale monitorare le risposte di Copenhagen, le valutazioni degli apparati di intelligence e le iniziative di deterrenza e cooperazione multilaterale nella regione.

Red - 1267351

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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