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CLARA MOSCHINI

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Nuovo Istituto per la Polizia militare e capacità di stabilità

Formazione specialistica e diplomazia operativa per missioni internazionali e gestione delle crisi

L'Italia, nel quadro degli impegni assunti con l'Alleanza Atlantica e nella prospettiva di una difesa integrata più moderna e multidisciplinare, avvia un progetto strategico per rafforzare le capacità operative della polizia militare. Lo ha annunciato il comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, intervenendo a una conferenza dedicata alla gestione delle crisi internazionali, alla presenza del ministro degli Esteri Antonio Tajani. La novità più rilevante è la prossima istituzione di un Istituto di studi di Polizia militare, concepito per offrire percorsi formativi specialistici a tutti i livelli. L'obiettivo è formare assetti pronti a svolgere compiti complessi sia in ambito nazionale sia nelle missioni all'estero, mediante standard operativi e doctrine aggiornate. 

Luongo ha ricordato il ruolo internazionale dell'Arma, che oggi impiega circa 400 unità in 24 Paesi o aree geografiche, operando autonomamente o in sinergia con contingenti italiani e stranieri sotto mandato Onu, Nato, Ue o sulla base di intese bilaterali. Al centro dell'impegno estero resta la cosiddetta "polizia di stabilità": attività di consulenza, training, assistenza e ricostruzione delle capacità degli apparati statali, con particolare attenzione ai settori della sicurezza e della giustizia. La priorità indicata è lo sviluppo di competenze avanzate per la gestione delle crisi, finalizzato a schierare reparti adeguati alle diverse realtà operative ed a proporsi come forza guida per assetti Nato di Stability Policing. In questo modo il Paese si dota di uno strumento affidabile di military diplomacy, capace di sostenere le politiche estere e di sicurezza nazionali.

Red - 1267352

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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