Proiezione di potenza: le opzioni Usa contro Teheran
Dalla flotta ai bombardieri: logistica, basi e limiti dell'opzione militare
Se l’amministrazione Trump decidesse di colpire Teheran, le opzioni a disposizione restano multiple e già dispiegate a livello globale. Una risposta rapida potrebbe passare per l’impiego di missili da crociera Tomahawk lanciati dai cacciatorpediniere della Us Navy presenti in Medio Oriente; in alternativa o in combinazione potrebbero essere impiegati aerei caccia e bombardieri in grado di colpire la Repubblica islamica partendo direttamente dagli Stati Uniti.
Il tenente generale (ret.) David Deptula sottolinea che gli Usa possono fare leva su infrastrutture aeree regionali —Giordania, Arabia Saudita, Qatar ed Emirati— per schierare velivoli d’attacco e rifornimento. A complemento, basi europee come Raf Lakenheath (Uk), Aviano (Italia) e Spangdahlem (Germania) rappresentano punti di proiezione utili per operazioni a corto raggio o per il transito. "Non conta tanto la provenienza degli aeromobili, quanto la loro capacità operativa", osserva Deptula: i bombardieri strategici basati negli Stati Uniti possono raggiungere qualsiasi settore del globo in poche ore grazie al rifornimento in volo ed alle infrastrutture di supporto. Tuttavia, l’ex-alto ufficiale avverte che senza la componente aerea di una portaerei diventa complesso assemblare rapidamente un “pacchetto d’attacco” completo —cioè unità di scorta, velivoli da guerra elettronica ed asset di supporto necessari a proteggere i sistemi d’ingaggio e massimizzare la probabilità di successo.
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