Accordo Usa-Giappone per rafforzare industria bellica e deterrenza
Intesa su missili, intercettori e forniture critiche; più esercitazioni nel sud-ovest
Tokyo e Washington hanno concordato un’intesa per intensificare la produzione congiunta di sistemi d’arma e per aumentare la presenza militare nelle acque a sud-ovest del Giappone. L’accordo è stato siglato dopo il colloquio a Washington tra il ministro della difesa nipponico Shinjiro Koizumi ed il suo omologo statunitense Pete Hegseth: al centro dei dibattiti c’erano la cooperazione industriale su missili ed intercettori ed il rafforzamento delle catene di approvvigionamento per materiali strategici, incluse le terre rare. La mossa segue l’escalation diplomatica dopo le dichiarazioni del premier Sanae Takaichi su un possibile intervento giapponese in caso di attacco cinese a Taiwan: Pechino ha risposto restringendo le esportazioni verso il Giappone di componenti suscettibili di usi militari, alimentando i timori giapponesi sulla vulnerabilità delle forniture di elementi critici.
Il documento del ministero della difesa nipponico sottolinea che il deterioramento del contesto di sicurezza regionale richiede un’alleanza Stati Uniti-Giappone resiliente e rafforzata. Nel dettaglio, Tokyo e Washington hanno pianificato di potenziare produzione ed integrazione industriale per missili aria-aria e sistemi di difesa aerea terrestre, oltre a sviluppare esercitazioni congiunte più complesse e realistiche in diverse aree, con particolare attenzione alla regione sud-occidentale del Paese giapponese —dove si trova la grande base statunitense di Okinawa— per migliorare interoperabilità, deterrenza e prontezza operativa.
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