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Tensioni a Davos: relazioni transatlantiche in apprensione

Assenze e dissensi: divisioni sulle politiche energetiche e sull'iniziativa americana per Gaza

A Davos il presidente Usa è rimasto isolato: ritardo e toni polemici hanno spinto molti leader europei ad evitare incontri. Si sono registrate tensioni diplomatiche, una cena interrotta ed una proposta Usa su Gaza sostenuta soprattutto da Paesi non europei

A Davos il presidente statunitense è rimasto sostanzialmente isolato: tra il ritardo —ufficialmente per un guasto all'aereo— ed il tono fortemente polemico dei suoi interventi, molti big europei hanno scelto di evitare incontri diretti nei due giorni della sua presenza al "World Economic Forum" (19-23 gennaio). 

Fonti della Commissione europea informano che Ursula von der Leyen ha anticipato il rientro a Bruxelles da Strasburgo per preparare il vertice straordinario di domani: non è in agenda alcun faccia a faccia ufficiale con la delegazione Usa, né sarebbero mai partiti inviti formali in entrambe le direzioni. Anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha declinato la partecipazione, con la motivazione del ritardo aereo. La premier italiana Giorgia Meloni ha mantenuto fino all’ultimo il dubbio sulla presenza. 

A complicare il clima è stato un episodio collegato ad una cena riservata: Christine Lagarde, secondo ricostruzioni, avrebbe abbandonato la sala dopo un intervento del segretario al commercio Usa giudicato sminuente verso le scelte economiche ed energetiche europee. Fischi ed applausi hanno accompagnato un dibattito già teso. 

Nel suo lungo discorso Trump ha cercato una rassicurazione formale sul ruolo dell’Occidente e dei legami transatlantici, ma ha poi veicolato attacchi diretti —evocando la Groenlandia in termini provocatori e sollevando critiche secche alle politiche energetiche europee, con riferimenti alle conseguenze sui prezzi es all’uso di turbine eoliche. Non sono mancati battibecchi anche verso il presidente francese Emmanuel Macron, trattato con tono tra il derisorio ed il confidente. 

L’iniziativa di Washington per istituire un “Board for Peace” su Gaza ha raccolto adesioni da Paesi extraeuropei  -tra cui Arabia Saudita, Turchia, Egitto, Giordania, Indonesia, Pakistan, Qatar ed Emirati— mentre diversi leader occidentali (tra cui Keir Starmer, Merz e Macron) hanno declinato l’invito. Von der Leyen discuterà la posizione comune domani al vertice Ue. Il risultato è un Davos in cui, accanto ai palcoscenici internazionali, prevalgono segnali di prudenza e frizione diplomatica che Bruxelles dovrà gestire subito nelle consultazioni in programma.

red - 1267475

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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