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CLARA MOSCHINI

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Cessione software traina Boeing al primo utile annuo dal 2018

Progressi su certificazione aereo B-737/10 ed accordo Spirit, ma criticità persistono sul KC-46

Boeing ha chiuso il 2025 con il primo utile annuo dal 2018, sostenuto principalmente dalla cessione di asset software aeronautici a Thoma Bravo che ha generato un ricavo una tantum di 10,6 miliardi di dollari. Nel quarto trimestre la società ha registrato un utile di 8,1 miliardi, in netto miglioramento rispetto alla perdita di 3,9 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente; l’utile netto annuale è stato di 1,9 miliardi contro una perdita di 11,9 miliardi nel 2024. 

L’azienda segnala il ritorno a livelli produttivi più elevati per i best seller B-737 MAX e B-787 Dreamliner, grazie ad interventi sui processi di controllo qualità ed alla stabilizzazione della catena di fornitura. Boeing ha inoltre dichiarato passi avanti nelle procedure di certificazione con le autorità regolatorie Usa per la variante B-737/10. 

Sul fronte difesa, la divisione ha assorbito un impatto negativo di 600 milioni legato al velivolo da rifornimento KC-46, dovuto a maggiori stime dei costi di supporto alla produzione ed a tensioni nella supply chain che hanno inciso sui programmi di consegna e logistica. 

L’amministratore delegato Kelly Ortberg ha sottolineato che la finalizzazione della vendita degli asset software, insieme a un accordo per l’acquisizione di Spirit AeroSystems, collocano Boeing su una traiettoria di ripresa, con risultati 2025 che hanno creato una base per proseguire lo slancio nel 2026. Le azioni del colosso industriale americano hanno registrato un calo dello 0,7% nelle contrattazioni pre-market.

Red - 1267544

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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