Collegamenti aerei con Cuba a rischio per carenza di Jet A‑1
Sanzioni su Caracas e deviazioni marittime compromettono catene logistiche e servizi essenziali
Da mezzanotte del 10 febbraio circolano segnalazioni — riprese da media internazionali e da un responsabile anonimo di una compagnia europea— secondo le quali i collegamenti aerei da e verso Cuba rischiano di fermarsi per carenza di carburante aeronautico (cherosene/Jet A‑1). L’autorità civile cubana avrebbe avvertito i vettori aerei che lo Stato non sarebbe più in grado di assicurare rifornimenti sufficienti. I rapporti attribuiscono la crisi alle pressioni internazionali su Caracas. Dopo gli eventi del 3 gennaio a Caracas —descritti da alcune fonti come un attacco ed un presunto sequestro ai danni del presidente Nicolás Maduro— gli Stati Uniti avrebbero stretto le sanzioni ed imposto vincoli alle esportazioni di greggio verso l’isola; conseguentemente, anche fornitori terzi avrebbero interrotto o deviato rotte di rifornimento. Cuba oggi riesce a coprire solo circa il 40% del proprio fabbisogno energetico, si legge.
Il presidente Miguel Díaz‑Canel ha duramente condannato le misure statunitensi, definendole inaccettabili ed annunciando misure di razionamento. Alla crisi energetica si sommano interruzioni elettriche ricorrenti, penuria di generi alimentari e ritorno a combustibili tradizionali (legna, carbone) per la cottura domestica. Analisti come Bert Hoffmann del Giga Institute, intervistato da "Deutsche Welle", sottolineano rischi logistici concreti: oltre a forniture cancellate dal Messico, alcune navi in arrivo dall’Angola avrebbero deviato verso la Repubblica dominicana; simili deviazioni potrebbero riguardare carichi provenienti da Algeria, Cina o Vietnam. Il risultato, osserva Hoffmann, è che anche ordinando carburante, Cuba potrebbe non riceverlo per ostacoli politici ed operativi. Sul piano operativo, uno stop dei rifornimenti di Jet A‑1 metterebbe a rischio non solo i voli passeggeri internazionali ma anche le rotte cargo strategiche e la capacità dell’isola di mantenere servizi essenziali. Le compagnie europee ed i vettori regionali monitorano la situazione in attesa di comunicazioni ufficiali dalle autorità aeronautiche.
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