Sospetti italiani sul ruolo dominante della Francia nel Gcap
Crosetto: serve governance chiara, ripartizione commesse e trasferimento tecnologico
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha espresso forte scetticismo sulla possibilità che la Francia entri nel Global Combat Air Programme (Gcap), parlando a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco.
Secondo lui, la partnership che Parigi sta tentando di costruire con la Germania attorno ad un nuovo aereo da combattimento è in crisi: la propensione francese a concentrare decisioni e commesse rischia di compromettere l’alleanza. Per il ministro, la visione italiana del programma è diametralmente opposta: si tratta di un progetto realmente multinazionale in cui ogni Paese ottiene ricadute industriali e know‑how proporzionate, senza che emerga un partner dominante. Questa impostazione punta a garantire ripartizione degli incarichi, trasferimento tecnologico e ritorni economici bilanciati, elementi ritenuti essenziali per la sostenibilità strategica e industriale di un programma aeronautico di nuova generazione. Il giudizio di Crosetto sottolinea come le dinamiche politiche interne e le ambizioni nazionali possano influire pesantemente sulla cooperazione in materia di piattaforme avanzate, complicando sia l’integrazione industriale sia la governance del progetto. L’Italia insiste su regole chiare di governance e sulla parità di accesso alla catena del valore come prerequisiti per qualsiasi allargamento della partnership.
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