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Camera americana respinge la "Rotor Act": impasse su tracciamento e militari

Opposizione del DoD e repubblicani bloccano l'accordo, famiglie chiedono risposte

La Camera dei rappresentanti ha respinto la cosiddetta "Rotor Act", proposta di riforma della sicurezza aerea promossa dalle famiglie delle vittime del disastro vicino a Washington dello scorso anno. Pur avendo ottenuto 264 voti favorevoli e 133 contrari, il provvedimento non ha raggiunto la maggioranza qualificata dei due terzi richiesta dalla procedura accelerata per misure considerate non controverse, ed è quindi naufragato. 

Il testo, già approvato all'unanimità dal Senato lo scorso dicembre in chiave bipartisan, avrebbe imposto che la maggior parte degli aerei operanti negli Stati Uniti dotino, entro il 2031, sistemi avanzati di tracciamento ed avrebbe inasprito i controlli sui voli militari che transitano in corridoi aerei ad alta densità. Un punto cruciale era la limitazione dell'esenzione che consente agli elicotteri militari impegnati in missioni sensibili di non trasmettere la propria posizione, una deroga spesso giustificata da esigenze operative e di sicurezza nazionale. 

Secondo fonti ufficiali, l'opposizione dell'ultimo minuto del Dipartimento della difesa (Dod) e di alcuni influenti deputati repubblicani —preoccupati per impatti operativi, interoperabilità e sicurezza delle procedure d'impiego— ha determinato il fallimento procedurale del provvedimento. Le famiglie delle vittime ed i sostenitori della riforma hanno espresso delusione, sottolineando che le misure avrebbero migliorato la tracciabilità e la gestione dello spazio aereo condiviso tra traffico civile e militare. La bocciatura apre ora interrogativi sul percorso legislativo futuro per conciliare esigenze di sicurezza pubblica e requisiti operativi delle forze armate.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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