Profitti in ripresa per Lufthansa, ma cresce l'incertezza
Utile operativo +19% a 1,96 mld, traffico transatlantico e rotte per l'Asia sotto pressione
Dopo il difficile 2024, il gruppo Lufthansa ha registrato un miglioramento della redditività. L’utile operativo rettificato è salito del 19% a 1,96 miliardi di Euro, mentre i ricavi hanno toccato un nuovo massimo di 39,6 miliardi (+5%). Il margine operativo è avanzato di 0,5 punti percentuali, arrivando al 4,9%.
"Il risultato conferma la resilienza del gruppo", ha commentato l’amministratore delegato Carsten Spohr; il titolo segnava in pre‑borsa un rialzo superiore al 3%. L'ad ha però avvertito sui rischi geopolitici: il conflitto con l’Iran ha paralizzato corridoi aerei in rapida espansione nella Penisola arabica, lasciando migliaia di passeggeri europei bloccati e sottolineando la vulnerabilità del settore. Negli ultimi anni Lufthansa ha perso quota sulle tratte verso l’Asia a vantaggio dei vettori aerei del Golfo —Emirates, Etihad e Qatar— e la concentrazione dei flussi negli hub del Medio Oriente rappresenta, secondo il ceo, una fragilità strategica accentuata dal sostegno statale ai rivali.
Il confronto armato tra Stati Uniti/Israele ed Iran potrebbe incidere sulle previsioni per il 2026; nonostante ciò il gruppo si attende un risultato significativamente superiore al 2025, pur con elevata incertezza. Le cancellazioni e il rialzo del carburante pesano, ma Lufthansa ha già coperto circa l’80% del fabbisogno di carburante 2026 con contratti a termine, attenuando il rischio di picchi di prezzo. Le eventuali restrizioni ai vettori del Golfo potrebbero inoltre spostare parte dei passeggeri verso le rotte operate dal gruppo europeo.
Sul fronte operativo, la riduzione degli scioperi nel 2025 ha fatto calare del 40% i costi per compensazioni passeggeri, a circa 480 milioni, mentre il minor prezzo del carburante ha favorito i conti per circa 500 milioni. A frenare i risultati sono state però una domanda più debole e la compressione delle tariffe transatlantiche nel terzo trimestre: le prenotazioni dalla Germania verso gli Usa risultano oggi inferiori del 30%, condizionate dalla situazione politica e da controlli d’ingresso più severi. L’utile netto è stato di 1,34 miliardi, in calo del 3% per effetti fiscali.
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