Rottami contestati: è un aereo F‑35 o un F‑15?
Immagini non verificate, analisi discordanti e necessità di verifiche tecniche
Un portavoce della base iraniana Khatam al‑Anbiya, rilanciato dall’emittente governativa "Press TV" sui canali social, ha dichiarato che "la massiccia esplosione all’impatto e durante lo schianto rende improbabile che il pilota si sia eiettato" ed attribuito alla guardia rivoluzionaria l’abbattimento di quello che sarebbe "un secondo F‑35 statunitense di quinta generazione" grazie ad "un nuovo sistema di difesa aerea".
A sostegno della ricostruzione, il consolato iraniano a Mumbai ha pubblicato su "X" alcune immagini dei presunti rottami: secondo il post, il codice di coda "LN" presente su un frammento identificherebbe l’aeromobile come appartenente alla base Raf Lakenheath, sede del 48esimo Fighter Wing e di assetti Usaf operanti in Europa ed Africa.
"L’Iran è una forza da non sottovalutare", recita il commento diplomatico. Tuttavia la narrazione è tutt’altro che univoca. Numerosi utenti e profili specializzati su "X" contestano l’identificazione, osservando nelle fotografie elementi morfologici più coerenti con un F‑15 —velivolo dalla configurazione alare, fusoliera ed impennaggi molto differenti rispetto all’F‑35— ed invitano alla cautela nell’assegnare tipologia e responsabilità prima di verifiche tecniche indipendenti. Al momento le informazioni disponibili sono frammentarie e conflittuali: abbiamo dichiarazioni ufficiali iraniane, immagini non verificate e contestazioni pubbliche sull’analisi visiva dei rottami. Per una valutazione credibile servono esami più approfonditi (analisi dei codici, metallurgici e di fonti radar o di intelligence) che confermino tipologia, provenienza e dinamica dell’incidente. Nel frattempo la vicenda sottolinea come, in scenari ad alta tensione, la confusione iniziale e la propaganda possano sovrapporsi alla realtà tecnica dei fatti.
AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency