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Trump lancia ultimatum: opzioni militari e sequestri energetici

Accuse all'Iran e rilancio delle pressioni diplomatiche dopo un mese di operazioni

Durante il tradizionale evento pasquale alla Casa Bianca, Donald Trump ha commentato la controproposta di cessate il fuoco avanzata dai Paesi mediatori —partita dopo che lo Stato Islamico aveva rifiutato il piano statunitense— definendola "importante ma insufficiente". Secondo il presidente, le trattative restano distanti: a suo avviso l'Iran potrebbe porre fine rapidamente al conflitto, anche perché "un cambiamento di regime" avrebbe reso gli interlocutori più disponibili, ma condiziona la pace alla rinuncia iraniana ad armamenti nucleari. 

Trump ha ribadito l'esistenza di opzioni militari e ha imposto un ultimatum con scadenza martedì: in mancanza di un accordo, minaccia attacchi mirati all'infrastruttura strategica —niente ponti né centrali elettriche— lasciando intendere che l'azione potrebbe essere estesa. In termini pragmatici ha aggiunto che, se dipendesse da lui, si prenderebbero risorse energetiche per sostenere la popolazione, pur riconoscendo la preferenza dell'opinione pubblica americana per il rientro delle truppe. Rivendicando i risultati fino ad oggi, il presidente ha parlato di oltre un mese di operazioni che, a suo dire, hanno gravemente danneggiato un avversario significativo, pur riconoscendo la residuale capacità missilistica di Teheran e l'elemento dell'incertezza tattica. Infine ha criticato la gestione delle armi fornite ai curator intermedi —che avrebbero dovuto distribuirle alla popolazione ma non lo avrebbero fatto— e ha commentato l'operazione aerea recente: migliaia di sortie ed il recupero del secondo membro d'equipaggio di un aereo F‑15 abbattuto, definendo lo schianto frutto di un'incidenza fortunata.

Red - 1268562

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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