Question time ministro Crosetto al Senato della Repubblica
Interrogazione sugli obiettivi di sviluppo dello strumento militare italiano - VIDEO
Tra i lavori parlamentari in assemblea oggi al Senato della Repubblica si è svolta l'informativa del presidente del Consiglio Giorgia Meloni sull'azione di Governo, dopo quella di stamattina alla Camera dei deputati (vedi AVIONEWS).
Alle 15 si è svolto il question time con i ministri dell'Economia e delle finanze (Mef), Giancarlo Giorgetti, e della Difesa, Guido Crosetto.
Interrogazione sugli obiettivi di sviluppo dello strumento militare italiano (3-02519) (8 aprile 2026)
Calenda - "Al ministro della Difesa,
premesso che:
il rapporto annuale Nato 2025 attribuisce all'Italia una spesa per la difesa pari al 2,01 per cento del Pil nel 2025, corrispondente a circa 45,3 miliardi di Euro, a fronte dei 33,4 miliardi del 2024, pari all'1,52 per cento del Pil;
questo risultato è stato essenzialmente conseguito mediante una riclassificazione contabile da parte dell'Italia di alcune voci di spesa ritenute eleggibili ai fini Nato, e come tali comunicate all'Alleanza, ma la spesa per la difesa in senso stretto (finalizzata a prevenire e fronteggiare le aggressioni alla sicurezza e libertà dello Stato e dei cittadini) è rimasta sostanzialmente inalterata rispetto all'anno precedente e attestata intorno all'1,5 per cento del Pil;
nel Documento programmatico di finanza pubblica 2025 si era ipotizzato che la spesa per la difesa crescesse dello 0,15 per cento negli anni 2026 e 2027 e dello 0,2 per cento nel 2028, ma nella legge di bilancio per il 2026 si è deciso di rinviare ogni decisione all'uscita dell'Italia dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo;
l'incremento delle spese per la difesa deliberato nell'ambito del 'Defence Investment Plan', adottato al vertice Nato de L'Aja il 25 giugno 2025, fissa l'obiettivo del 5 per cento del Pil per la difesa entro il 2035 suddiviso tra il 3,5 per cento del Pil annuo per i requisiti fondamentali della difesa e per raggiungere gli obiettivi di capacità della Nato e l'1,5 per cento del Pil annuo per proteggere le infrastrutture critiche, difendere le reti, garantire la preparazione e la resilienza civile, innovare e rafforzare la base industriale della difesa;
nel nuovo quadro della governance economica europea, la clausola nazionale di salvaguardia connessa agli investimenti per la difesa consente agli Stati membri, a determinate condizioni, di deviare temporaneamente dal percorso di spesa;
il Governo ha sin qui escluso di procedere all'utilizzo della clausola di salvaguardia prima del superamento della procedura di infrazione e ha solo confermato l'utilizzo dei fondi del programma di assistenza finanziaria Safe, autorizzato dal Consiglio Ue per 14,9 miliardi di Euro;
l'Italia risulta ancora soggetta alla procedura per disavanzo eccessivo ed il rientro al di sotto della soglia del 3 per cento del rapporto tra deficit e Pil è reso più complesso dall'attuale contesto internazionale;
il ministro in indirizzo ha sinceramente e ripetutamente ammesso che l'Italia oggi non sarebbe in grado di difendersi dall'aggressione di un Paese nemico e questo conferma che l'adeguamento dello strumento militare nazionale è una condizione imprescindibile per la libertà e la sicurezza dell'Italia e degli italiani,
si chiede di sapere quando il Governo intenda presentare al Parlamento ed al Paese un piano realistico, organico e trasparente per il raggiungimento degli obiettivi di spesa per la difesa concordati in sede Nato, specificando i tempi e i modi dell'incremento degli stanziamenti per il potenziamento dello strumento militare e della sua capacità operativa, nonché i relativi strumenti di finanziamento".
Sotto, il video relativo alla risposta del ministro all'interrogazione durante il question time di oggi pomeriggio al Senato:
AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency