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Lufthansa (2) conferma la guidance tra domanda forte e caro-carburante

Domanda robusta e hedge sul fuel sostengono la guidance, ma i rischi aumentano

Nel presentare i conti trimestrali (vedi AVIONEWS), il Gruppo Lufthansa ha confermato la guidance per l’intero anno, indicando un risultato operativo (Ebit rettificato) significativamente superiore a quello registrato nel 2025, pari a 1,96 miliardi di Euro. Il quadro, tuttavia, è diventato più complesso nel corso del trimestre, perché l’incertezza sulle prospettive si è accentuata.

Till Streichert, cfo del gruppo, ha sottolineato che "Siamo soddisfatti del primo trimestre ed il miglioramento degli utili di 110 milioni di Euro rappresenta già una quota significativa di quanto avevamo previsto per l’intero anno". Ha poi aggiunto che "La situazione attuale ci impone di esaminare con rigore tutte le leve disponibili per ridurre i costi, migliorare l’efficienza e mitigare i rischi, al fine di mantenere la nostra capacità di agire in modo deciso. Per questo", ha osservato, "il nostro utile annuale sarà probabilmente inferiore a quanto inizialmente previsto".

Nonostante ciò, sulla base dell’andamento attuale delle prenotazioni, il dirigente ritiene che il gruppo possa assorbire in larga misura, ed in modo progressivo soprattutto nella seconda metà dell’anno, l’impatto dei maggiori costi del carburante. Un contributo aggiuntivo, ha spiegato, arriva anche dal business cargo, che continua a mostrare performance solide.

"A condizione che non vi siano colli di bottiglia nelle forniture di carburante o ulteriori scioperi, resto quindi fiducioso, nonostante i rischi aumentati, di poter raggiungere un risultato annuale significativamente superiore ai livelli dell’anno precedente", ha affermato ancora Till Streichert.

Lo sfondo operativo resta favorevole sul fronte della domanda: il traffico aereo globale mantiene livelli elevati e mostra resilienza anche nelle fasi più delicate. In questo scenario, il Gruppo Lufthansa si prepara ad una nuova stagione estiva di forza. A rafforzare le prospettive contribuisce anche lo spostamento dei flussi di passeggeri, con un numero crescente di viaggiatori che si muove dagli aeroporti dell’area del Golfo verso gli hub del gruppo, effetto della crisi in Medio Oriente.

Resta però il nodo del carburante. La chiusura dello Stretto di Hormuz sta determinando una minore disponibilità di cherosene ed un conseguente aumento dei prezzi, con un impatto pesante sulla struttura dei costi delle compagnie del gruppo. Il fabbisogno per l’anno in corso è già coperto per circa l’80% tramite hedging su derivati di prodotti petroliferi, ma l’incremento delle quotazioni del cherosene si traduce comunque in costi aggiuntivi pari a 1,7 miliardi di Euro nel 2026. Il gruppo intende compensare l’effetto nei prossimi trimestri attraverso maggiori ricavi da biglietti, un’ottimizzazione della rete e ulteriori misure di contenimento dei costi. Al momento non sono attese restrizioni nelle forniture di carburante negli hub del gruppo, anche se una possibile riduzione della disponibilità nella seconda parte dell’anno viene indicata come ulteriore fattore di rischio.

Alla luce di questo insieme di variabili, il profilo rischio-opportunità si è spostato verso i rischi. Ciononostante, il Gruppo Lufthansa mantiene invariata la guidance annuale e continua ad indicare un Ebit rettificato significativamente superiore al dato dell’anno precedente, pari a 1,96 miliardi di Euro.

red - 1268976

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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