Usmaf per l’hantavirus, il ministero alza la vigilanza
Uffici di sanità in allerta: il dicastero rafforza la sorveglianza
Gli Usmaf, gli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera, sono stati messi in stato di allerta dalla circolare diffusa ieri dal ministero della Salute per contrastare la diffusione dell’hantavirus. A spiegare il senso del provvedimento è stata Mara Campitiello, direttore della prevenzione presso il dicastero, intervenuta a "Radio anch’io": “Con la circolare abbiamo ricordato misure già esistenti ed alzato il livello di allerta, proprio perché il ministero ha agito nel principio di massima cautela, pur se stiamo in un contesto in cui il rischio di diffusione in Europa, come dichiara l'Ecdc, il centro europeo per la prevenzione, è basso”.
Il direttore della prevenzione ha sottolineato che il documento è stato predisposto per aggiornare con rapidità tutte le istituzioni sanitarie nazionali sullo stato della situazione relativa all’hantavirus. La circolare, ha aggiunto, contiene indicazioni rivolte alle Regioni e si inserisce in una linea di azione fondata su prontezza e trasparenza da parte del ministero della Salute.
Nel dettaglio, ha osservato che negli aeroporti sono già previste procedure specifiche, tra cui il controllo dei passeggeri a bordo in presenza di sintomi. Esistono inoltre circolari Enac (Ente nazionale aviazione civile) che richiamano l’obbligo di segnalazione all’Usmaf quando venga rilevato un sospetto caso sintomatico. “Il comandante, quindi la compagnia aerea, avvisa gli operatori del settore. Questi a loro volta avvisano il ministero della Salute, che ha delle sedi periferiche in ogni aeroporto, e noi chiaramente mettiamo in allerta tutto un sistema di sorveglianza”, ha spiegato Campitiello, precisando che la nuova circolare non introduce un cambio di impostazione, ma ribadisce misure già in vigore ed innalza il livello di attenzione.
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