Ricerca e sviluppo, la leva strategica per l’aerospazio italiano
Procacci: fondi continui per tenere in Italia la catena del valore
Per Riccardo Procacci, amministratore delegato di Avio Aero, il punto di partenza per leggere lo stato dell’aerospazio resta uno solo: gli investimenti in ricerca e sviluppo, definiti “pilastri imprescindibili” per la tenuta del comparto. L’osservazione è arrivata a Roma, nel corso di “Connext filiere. Aerospazio, difesa e sicurezza”, iniziativa organizzata da Confindustria.
Nel suo intervento, l'ad ha richiamato anche il ruolo della società che guida, descrivendola come capofiliera tecnologica e quindi chiamata, a suo dire, a sostenere l’intero ecosistema industriale. "Come capo filiera tecnologica" -osserva- "sentiamo l’obbligo e l’impegno di trascinare la filiera stessa. E lo facciamo continuando a sostenere l’importanza che, a livello nazionale, vengano assegnati i fondi necessari a supporto della ricerca e dello sviluppo”.
Il manager ha poi indicato con chiarezza il criterio che, secondo lui, dovrebbe orientare l’allocazione delle risorse pubbliche: devono creare continuità tra ideazione, progettazione e manifattura. “Sono fondi che per prima cosa devono garantire un volano tra il disegno, la progettazione e la produzione. Non possono essere indirizzati esclusivamente alla produzione, perché vogliamo poter mantenere in Italia la catena del valore”, ha affermato.
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