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Caos in cabina: la bocciatura che mette a rischio la sicurezza nei voli

L'analisi tecnica smantella il progetto di Enac e Mit sui cani fino a 30 kg a bordo: "Lacune critiche e pericoli in caso di evacuazione"

Mentre sulle pagine de "Il Tempo" (come si legge nell'articolo a firma di Christian Campigli) si grida all’"ipocrisia dell'Unione europea" e si invoca una crociata ideologico-giuridica per trasformare i cani in "Pet Passenger" equiparati a cittadini europei, la dura realtà dei fatti e della fisica smantella i sogni di gloria dell'asse Enac-Mit. Se la politica cavalca l'onda emotiva del benessere animale per incassare facili consensi, i tecnici della sicurezza aerea firmano una bocciatura senza appello per il progetto italiano di imbarcare in cabina animali fino a 30 chili. Un conto sono i convegni in Senato sulle riforme costituzionali, un altro è la gestione di un'evacuazione d'emergenza a diecimila metri d'altezza. Ecco perché i "Mezzi Alternativi di Conformità" (AltMoC) sponsorizzati dalle nostre autorità sono stati formalmente rispediti al mittente.L'analisi tecnica smantella il progetto di Enac e Mit sui cani fino a 30 kg a bordo: "Lacune critiche e pericoli in caso di evacuazione".

Quello che era stato presentato come un passo avanti di civiltà e inclusività per il benessere degli animali si sta trasformando in un vero e proprio autogol normativo e di sicurezza per l'aviazione italiana. Al centro della bufera ci sono l’Enac (Ente nazionale aviazione civile) e le politiche del Mit, travolti dalle conclusioni di una severa revisione tecnica che ha espresso un parere nettamente favorevole allo stop dei Mezzi alternativi di conformità (AltMoC) per il trasporto in cabina di animali domestici tra gli 8 ed i 30 kg.

La bocciatura è senza appello: la valutazione condotta dall'autorità italiana non dimostra un livello adeguato di sicurezza. Dietro i facili entusiasmi dei voli dimostrativi sponsorizzati dalle istituzioni, l'analisi approfondita ha infatti scoperchiato una serie di macroscopici "errori" e omissioni che mettono a rischio l'incolumità di passeggeri ed equipaggio.

1. Certificazioni inesistenti e "fai da te" sui pesi
Il primo errore strutturale contestato ad Enac riguarda la deviazione dalle specifiche di certificazione. Se i piccoli animali (sotto gli 8 kg) sono storicamente assimilati al bagaglio a mano da riporre sotto il sedile, le cabine non sono assolutamente certificate per ospitare animali di taglia medio-grande liberi o semi-contenuti.

L'ente italiano ha autorizzato pesi superiori senza una formale approvazione della "Certificazione di progetto". Non esistono imbracature o cinture di sicurezza certificate per l'aviazione capaci di trattenere un cane di 30 kg durante una forte turbolenza o un atterraggio di emergenza. Il rischio concreto? Trasformare un animale di quel peso in un vero e proprio proiettile vagante all'interno della cabina.

2. Il panico nelle emergenze: il "buco" nella valutazione dei rischi
La critica più pesante riguarda la totale assenza di dati scientifici e simulazioni reali nella documentazione presentata dall'autorità italiana. Enac e Mit sembrano aver ignorato le dinamiche più elementari di gestione delle emergenze in volo.

Evacuazioni impossibili: In caso di emergenza, le regole impongono che gli animali vengano lasciati a bordo, come i bagagli. Non sono state condotte prove fisiche per capire cosa succederebbe in quel momento. Gli esperti avvertono: la mancata collaborazione dei padroni (pronti a tutto per non abbandonare il proprio cane) e la reazione di animali di grossa taglia in preda al panico rischierebbero di bloccare i flussi e persino di lacerare fisicamente gli scivoli di evacuazione.

Scenari imprevedibili: Non è stato minimamente valutato l'impatto del comportamento animale di fronte a fumo, incendi o depressurizzazione della cabina, né sono stati previsti standard minimi per gli operatori o limiti chiari sul numero di animali contemporaneamente a bordo.

3. Approssimazione normativa e disagi per i passeggeri
Oltre alle falle sulla sicurezza pura, viene censurata anche l'approssimazione terminologica dei testi italiani: l'AltMoC non definisce chiaramente cosa si intenda per "animale domestico", lasciando le porte aperte ad interpretazioni ambigue che non si limitano ai soli cani. A questo si aggiunge la totale sottovalutazione dei problemi legati alla convivenza forzata in spazi stretti, come il benessere dei passeggeri affetti da gravi allergie o i disagi complessivi di salute pubblica a bordo.

L'invito formale: revocare e fermare tutto
L'esito dell'ispezione tecnica non lascia spazio a mediazioni politiche: l'Enac è stata formalmente invitata a revocare gli AltMoC in questione (Alt/25/0068 e Alt/26/0021) e a sospendere immediatamente qualsiasi piano per estendere queste autorizzazioni ad altre compagnie nazionali.

La sicurezza del volo non può essere sacrificata sull'altare della propaganda o del populismo d'immagine. Se l'Italia vuole davvero farsi promotrice di un trasporto aereo più inclusivo per gli animali, deve farlo seguendo i canali scientifici e internazionali dell'Icao (International Civil Aviation Organization), attraverso analisi complesse e basate su piani operativi (Conops) dettagliati e rigorosi, non con scorciatoie burocratiche prive di fondamenta tecniche. Per ora, il tentativo di Enac e Mit di forzare la mano incassa un severo e giustificato "stop da terra".

Red - 1269796

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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