Tokyo protesta per il fuoco cinese nella propria Zee
Un Luyang III ed unità russe operano vicino ad Okinotori, allarme per la navigazione
Un’attività navale con fuoco reale condotta da un’unità cinese nella Zona economica esclusiva giapponese ha spinto Tokyo a presentare a Pechino le proprie preoccupazioni. Il governo nipponico ritiene che le manovre, svolte nel Pacifico nelle vicinanze della remota Okinotori, possano incidere sulla sicurezza del traffico marittimo.
Lo Stato maggiore congiunto delle forze di autodifesa ha riferito che domenica un cacciatorpediniere cinese della classe Luyang III ha aperto il fuoco durante un’esercitazione in mare. L’unità era stata individuata poche ore prima assieme ad altre due navi da guerra cinesi e ad una fregata russa, nel quadro delle attività congiunte tra le marine dei due Paesi.
L’area interessata dalle esercitazioni si trovava a circa 180 chilometri a sud-ovest di Okinotori, entro la Zee del Giappone. Le imbarcazioni presenti nelle acque circostanti avevano ricevuto un avviso relativo all’imminente inizio del tiro poco prima delle manovre.
Minoru Kihara, capo di gabinetto del governo giapponese, ha confermato l’iniziativa diplomatica di Tokyo e ha dichiarato: “Continueremo a monitorare con preoccupazione le operazioni congiunte tra Cina e Russia intorno al Giappone, mantenendo il massimo livello di allerta e sorveglianza del nostro spazio aereo e delle nostre acque territoriali”.
Pechino aveva comunicato il 13 luglio la conclusione delle esercitazioni navali con la Russia e l’avvio di pattugliamenti congiunti nel Pacifico. Nell’annuncio cinese, tuttavia, non erano state menzionate attività di addestramento con munizionamento reale.
AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency