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CLARA MOSCHINI

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L’inganno del low-cost: così Ryanair monetizza disservizi ed imprevisti dei passeggeri

Il vettore aereo irlandese trasforma i ritardi ed i nodi digitali in una macchina da soldi

L'illusione del volo economico promossa da Ryanair si sta definitivamente infrangendo contro una politica commerciale aggressiva e spietata, che sfrutta a proprio vantaggio anche il minimo disservizio estraneo alla responsabilità dei passeggeri. Nel pieno della stagione dei viaggi estivi, il colosso irlandese è al centro di una bufera di polemiche per una gestione operativa spinta al limite del vessatorio. Qualsiasi contrattempo esterno al terminal, che si tratti di un blocco stradale, di un ritardo dei collegamenti ferroviari o di un malfunzionamento della rete telefonica ed elettrica in aeroporto, si traduce istantaneamente in una fonte di extra-profitto per la compagnia, pronta a penalizzare senza appello gli utenti bloccati dal caso con sanzioni finanziarie sproporzionate.

Il meccanismo del finto low-cost si regge su un'architettura di sotterfugi e scorrettezze volte a monetizzare la vulnerabilità del viaggiatore. Chiunque arrivi al gate con pochi minuti di ritardo a causa di file ai controlli o ritardi infrastrutturali viene costretto a sborsare una penale di riprotezione di ben cento euro a testa per salire sul volo successivo. A questo prelievo forzoso si affiancano altre pratiche opache progettate a tavolino, come l'assegnazione casuale e artificialmente separata dei posti per costringere le famiglie e le coppie ad acquistare la scelta della seduta, oppure le sanzioni ingenti per il bagaglio a mano le cui dimensioni vengono contestate al millimetro alle uscite di imbarco. La stessa piattaforma di prenotazione online fa ampio uso di interfacce ingannevoli per far lievitare il carrello con polizze assicurative e servizi non richiesti.

Il quadro si fa critico sul fronte della gestione digitale dei documenti per le tratte internazionali. Le recenti difficoltà di integrazione con il sistema governativo britannico dell'Electronic Travel Authorisation stanno provocando continui blocchi sul check-in via app. Anziché tutelare la clientela di fronte a un errore dei propri server, il vettore obbliga i passeggeri a recarsi ai banchi aeroportuali, dove il rischio di subire l'ulteriore balzello per la stampa cartacea della carta d'imbarco o per la registrazione tardiva resta altissimo.

Di fronte a questa sistematica monetizzazione dell'imprevisto, le autorità antitrust europee e le associazioni dei consumatori stanno moltiplicando gli esposti per sanzionare quella che viene definita una vera e propria trappola commerciale. Il trasporto aereo contemporaneo necessita di trasparenza e rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini. Per la compagnia di Dublino, il tempo delle giustificazioni sembra terminato: senza un radicale ridimensionamento di queste condotte predatorie, l'etichetta di vettore a basso costo si confermerà soltanto una cinica strategia di marketing a spese degli utenti.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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