ENAV chiude i primi sei mesi del 2026 con quasi 1,2 milioni di voli gestiti e margini in netto recupero.
Dietro il dato di traffico c'è una riconfigurazione dei flussi continentali che premia il Mediterraneo centrale.
Se si osservano i dettagli contabili, emergono alcuni fattori specifici con valore negativo:
Balance Regolatorio (-89,6 milioni di euro):
Nel conto economico figura una voce di balance negativa per 89,6 milioni di euro (comunque in miglioramento rispetto ai -96,9 milioni del 1° semestre 2025).
Cos'è: È il meccanismo tariffario di conguaglio che prevede la restituzione o il recupero a/da i vettori aerei degli scostamenti tra il traffico previsto e quello effettivo. Tale componente negativa è stata comunque ampiamente compensata dalla crescita dei ricavi da attività operativa gestita (+4,9%) e dal business non regolato (+40,7%).
Ci sono semestri che confermano una tendenza e semestri che segnalano uno spostamento. Quello chiuso da ENAV il 30 giugno appartiene alla seconda categoria, e non tanto per i numeri di bilancio quanto per la distanza che ormai separa l'Italia dal resto del network europeo. Il traffico di rotta italiano cresce del 6,3% in unità di servizio mentre la media degli Stati aderenti a Eurocontrol arretra dello 0,2%. Francia +3,3%, Spagna +3,6%, Regno Unito +2,9%, Germania in leggera flessione. Un divario di sei punti sulla media continentale non si spiega con il ciclo economico.La risposta sta soprattutto sopra le teste, non negli aeroporti. Già nel 2025 la componente di sorvolo dello spazio aereo nazionale era cresciuta del 7,8%, e nel primo trimestre 2026 ENAV ha registrato sui sorvoli un +14,3%. Con lo spazio aereo russo chiuso e i corridoi mediorientali soggetti a interruzioni intermittenti, i flussi tra Europa, Asia e Golfo si sono riversati sul Mediterraneo centrale. L'Italia è diventata un passaggio obbligato, con tutto quello che ne consegue in termini di ricavi e di carico operativo sui centri di controllo. Oltre un terzo dei ricavi regolati del gruppo arriva da aeromobili che non toccano mai il suolo italiano.Sul fronte economico i numeri vanno letti contro una base 2025 depressa. Ricavi a 479,8 milioni (+7,4%), EBITDA a 83,2 milioni (+20,9%), utile netto a 20,1 milioni contro i 7 dell'anno prima, free cash flow salito a 65,4 milioni da 53,5. La marginalità semestrale si ferma al 17,3%, sotto il 24,7% dell'intero 2025, ma la stagionalità del business rende il confronto poco significativo: il grosso del margine ENAV si forma tra luglio e settembre. Il segnale vero è la leva operativa, con un EBITDA che cresce quasi il triplo dei ricavi. Utile ricordare da dove si riparte, perché il 2025 si era chiuso con ricavi in calo* dell'1,2% e un EBITDA sceso da 310,9 a 252,7 milioni nonostante i 2,4 milioni di voli gestiti, anch'essi un record.C'è poi la variabile che in questo mestiere pesa più del traffico, cioè il ritardo. Nel 2025 ENAV ha chiuso con 0,010 minuti di ritardo ATFM medio per volo assistito a fronte di un target assegnato di 0,14, un ordine di grandezza sotto la soglia. Nel meccanismo di incentivazione RP4 questo si traduce in premio di capacità, ma soprattutto pesa nelle scelte del Network Manager su come instradare i flussi continentali. Un fornitore che non genera ritardo attrae traffico, e il traffico si converte in ricavi attraverso il traffic risk sharing. Un circolo che si autoalimenta finché la capacità regge.Ed è qui che si gioca la partita dei prossimi mesi. Il 26 luglio ENAV ha gestito 8.446 voli in ventiquattro ore, nuovo massimo storico, superando il precedente primato fissato nella stessa giornata del 2025. Eurocontrol stima per l'estate 2026 punte vicine ai 37.000 movimenti giornalieri sulla rete europea e ha già acceso un alert su capacità ATC e ritardi. Reggere volumi simili senza erodere la performance è un problema di organico, settorizzazione e strumenti, non di volontà.L'annuncio dell'aggiornamento del Piano Industriale entro la prima parte del 2027 va letto in questa chiave. Il piano 2025-2029 oggi in vigore prevede 570 milioni di investimenti e, al 2029, ricavi per 1,2 miliardi di cui 106 milioni dal mercato non regolato, EBITDA a 361 milioni e utile a 165. **Rimetterci mano dopo neanche due anni segnala che qualcosa nelle assunzioni non tiene più: **presumibilmente le curve di traffico e il perimetro dell'espansione estera, con le sedi operative avviate tra India, Brasile e Arabia Saudita, oltre allo sviluppo U-space e alla piattaforma droni. Sarà quel documento, più del semestre appena archiviato, il testo da leggere con attenzione.
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