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CLARA MOSCHINI

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Lufthansa taglia le stime 2026 per il caro-carburante

Il gruppo prevede margini sotto pressione e rincari tariffari nella seconda metà dell’anno

Un aumento di circa 750 milioni di Euro nei costi legati al carburante ha inciso sui conti trimestrali del gruppo Lufthansa, che ha rivisto le proprie attese per il 2026. Il vettore aereo tedesco stima ora un utile operativo tra 1,7 e 2,2 miliardi di Euro, equivalenti a 2,0-2,5 miliardi di dollari, dopo avere indicato in precedenza un risultato “significativamente” superiore ai 1,96 miliardi di Euro registrati nel 2025.

La revisione delle prospettive è legata alla marcata instabilità del costo del jet fuel, associata alla guerra in Medio Oriente e alle interruzioni delle forniture di prodotti petrolchimici attraverso lo Stretto di Hormuz. Alle 09:05 GMT, le azioni di Lufthansa alla Borsa di Francoforte cedevano oltre l’11%.

Nel secondo trimestre, concluso a fine giugno, l’utile operativo al netto delle componenti straordinarie si è attestato a 383 milioni di Euro, con una riduzione di quasi il 56%. Nello stesso periodo i ricavi sono invece saliti del 10%, raggiungendo 11,1 miliardi di Euro. Il gruppo comprende, oltre al marchio Lufthansa, anche Swiss, Brussels Airlines ed Eurowings.

Durante la conference call sui risultati, il direttore finanziario Till Streichert ha indicato che il gruppo è riuscito a recuperare presso i passeggeri circa il 60% della maggiore spesa per carburante. “Potremmo compensare una buona parte di questi costi aggiuntivi. Ma non del tutto".

La capacità di trasferire interamente il rincaro sulle tariffe resta tuttavia incerta. “Naturalmente, prevediamo di continuare la nostra strategia nella seconda metà dell’anno, aumentando i prezzi dei biglietti per compensare l’aumento dei costi del carburante”, ha affermato Streichert. “La visibilità in quella zona è leggermente inferiore rispetto a quanto sarebbe altrimenti, perché stiamo notando che i clienti prenotano meno in anticipo”, ha aggiunto.

Lufthansa si aggiunge alle compagnie colpite dalla crescita dei prezzi del carburante avio. Venerdì Iag, holding di British Airways, ha comunicato una flessione dell’utile netto superiore ad un terzo. Il mese scorso anche Air France-Klm, easyJet, American Airlines e Ryanair hanno segnalato una forte contrazione degli utili attribuita alla guerra.

Red - 1270236

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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