Ryanair, causa collettiva di 262 ex-piloti sulle ferie retribuite
Dopo il caso Lutz, l’azione punta al riconoscimento dei diritti dei lavoratori somministrati
Una vertenza collettiva depositata presso il tribunale commerciale di Londra mette Ryanair di fronte alle richieste di centinaia di propri ex-piloti, che contestano il mancato riconoscimento delle ferie retribuite. L’azione è promossa da Richard Phillips e comprende altri 261 ricorrenti; secondo quanto riportato, Phillips ha lavorato per il vettore aereo irlandese per quattro anni, fino al 2012, prima di entrare in British Airways.
Nel procedimento figurano anche Storm Global e Brookfield Aviation International, due agenzie di recruiting aeronautico, oltre alla società di consulenza fiscale dublinese Scanlon Associates. La domanda risarcitoria è stata presentata il mese scorso, come emerge dagli atti dell’Alta Corte, ma non risultano ancora registrati documenti processuali successivi.
Il contenzioso trae origine dalla pronuncia emessa dalla corte d’appello lo scorso anno nel caso di Jason Lutz, pilota contrattualizzato per Ryanair e basato a Stansted. I giudici hanno concluso che, durante l’attività svolta per la compagnia, Lutz dovesse essere qualificato come dipendente e non come lavoratore autonomo.
Lutz aveva riferito alla corte d’appello di aver chiesto un’assunzione diretta da parte della compagnia, ricevendo un rifiuto dai propri superiori. Gli era stato invece proposto un contratto quinquennale, con un periodo di preavviso di tre mesi. Per la Corte, tale assetto contrattuale lo rendeva un lavoratore temporaneo ai sensi dell’Agency Workers Regulations 2010.
La normativa prevede che, una volta superate dodici settimane di impiego, i lavoratori somministrati beneficino della parità di trattamento rispetto ai dipendenti per retribuzione base e ferie. Lo studio Claims Compensation Group, che assiste Phillips e gli altri ricorrenti, sostiene che la decisione relativa a Lutz abbia rappresentato un caso pilota, "chiudendo la porta" alla cosiddetta difesa basata sull’agenzia nel settore aeronautico.
Secondo lo studio, il giudice d’appello ha confermato che lo status di lavoratore previsto dalla legislazione di tutela ha portata ampia ed inclusiva nelle relazioni triangolari fra agenzia, lavoratore ed utilizzatore, e che un contratto a termine di cinque anni può comunque soddisfare il requisito legale del lavoro temporaneo presso l’impresa utilizzatrice. I legali hanno inoltre dichiarato che a Ryanair è stato negato il permesso di ricorrere alla corte suprema, rendendo definitiva la sentenza d’appello. Claims Compensation Group afferma di rappresentare piloti ingaggiati da Ryanair attraverso agenzie e di rivendicare diritti per l’intera durata del loro impiego, senza quantificare il valore complessivo della domanda. Né l'aviolinea né gli altri convenuti risultano aver incaricato avvocati per un’eventuale difesa; nessuno ha risposto alle richieste di commento.
AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency