Cargo aereo, crollano i noli a luglio: frenato il commercio con l'Asia
L'analisi Xeneta evidenzia il calo delle tariffe sulla rotta Cina-Europa
La società di analisi Xeneta ha certificato un netto rallentamento nella crescita dei noli spot per il trasporto aereo merci a livello globale durante il mese di luglio. Il settore della logistica aerea affronta una fisiologica flessione estiva unita al progressivo riassorbimento dei rincari causati dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. La contrazione più profonda riguarda le rotte tra Cina ed Europa occidentale, dove le tariffe sono precipitate del ventidue per cento su base mensile, scendendo a poco più di quattro dollari al chilogrammo. L'inversione di rotta evidenzia un cambio di passo strutturale per i vettori e gli spedizionieri globali, chiamati a ricalibrare le proprie strategie di stiva.
A determinare la violenta frenata sui collegamenti euroasiatici è la rimozione dell'esenzione doganale comunitaria per i beni sotto i centocinquanta euro, sostituita da un prelievo fisso su ogni singolo collo importato. La stretta sui dazi, combinata alle recenti sanzioni record inflitte alle grandi piattaforme digitali asiatiche per la vendita di merci non conformi, sta riducendo drasticamente i volumi di spedizioni e-commerce in partenza dall'Estremo Oriente. Molti operatori cargo hanno già iniziato a ridistribuire la capacità aerea per evitare un accumulo di stive vuote, mentre la flotta passeggeri estiva mantiene elevata l'offerta di spazio sui corridoi transatlantici.
In questo scenario, le compagnie aeree cercano di limitare la discesa dei prezzi affrontando al contempo le forti oscillazioni del costo del carburante sintetico e del cherosene convenzionale. Sebbene le tariffe mediorientali rimangano ancora nettamente superiori ai livelli di inizio anno, la domanda mondiale sta gradualmente decelerando verso volumi più contenuti. Il mercato dei trasporti internazionali si avvia così verso un secondo semestre all'insegna di una maggiore stabilità, in cui la sostenibilità economica delle catene di approvvigionamento prevarrà sui picchi speculativi dei mesi passati.
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