Etna, Campo: Comiso diventi scalo di continuità operativa
La deputata M5s chiede un piano stabile per gestire le chiusure di Fontanarossa
L’emergenza che ha portato alla cancellazione di numerosi voli all’aeroporto di Catania riaccende il confronto sulla capacità della Sicilia orientale di mantenere la continuità operativa del sistema aeroportuale durante le eruzioni dell’Etna. Per Stefania Campo, deputata regionale del M5s eletta a Ragusa, il nodo riguarda soprattutto l’assenza di una pianificazione strutturata e il mancato utilizzo ordinario dello scalo di Comiso.
“Siamo costretti ancora una volta ad assistere inermi all’ennesima chiusura di Fontanarossa, ai disagi di tanti passeggeri e al nostro comparto turistico e commerciale che brucia milioni di euro per ogni giorno di chiusura”, afferma Campo. La parlamentare ripropone inoltre una valutazione già espressa in Aula e contestata dal centrodestra: “I disastri ambientali non arrivano all’improvviso ma a causa dell’improvvisazione di una classe politica che non riesce a governare gli eventi”.
Secondo l’esponente M5s, Catania rappresenta un caso peculiare per la prossimità dell’aeroporto a un vulcano attivo. Da qui la richiesta di un dispositivo di emergenza definito, costantemente aggiornato e sottoposto a verifiche operative. “Non c’è un piano di emergenza che sia collaudato e costante”, sostiene Campo, osservando che i numerosi incontri dedicati al futuro dell’aeroporto non avrebbero affrontato in modo adeguato la gestione delle crisi connesse alle frequenti eruzioni dell’Etna.
Nel suo intervento, la deputata contesta anche la centralità attribuita alla vendita delle quote di SAC. A suo giudizio, la ricerca di risorse finanziarie rapide, condotta in modo che definisce poco trasparente e antieconomico, avrebbe prevalso sulla predisposizione di un piano stabile per le emergenze aeroportuali. Campo richiama inoltre la chiusura estiva dell’Ars, chiedendo comunque la convocazione immediata di un tavolo di confronto.
La proposta individua nell’aeroporto Pio La Torre di Comiso un elemento essenziale della risposta operativa. Lo scalo, gestito dalla stessa società di Catania, non dovrebbe essere impiegato soltanto in maniera occasionale quando Fontanarossa riduce l’attività, ma rafforzato attraverso traffico regolare, nuove rotte, servizi, collegamenti e maggiore capacità operativa. La priorità indicata è un collegamento ferroviario con Catania.
“Un aeroporto che lavora stabilmente, con un adeguato volume di passeggeri e collegamenti, è un aeroporto che può diventare molto più facilmente una valvola di sicurezza quando Fontanarossa è costretto a ridurre la propria operatività”, conclude Campo. Per la deputata, la criticità non deriva dall’attività naturale dell’Etna, bensì dall’inadeguatezza della classe dirigente siciliana nel programmare e governare le conseguenze delle emergenze.
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