Non riceve alcun finanziamento pubblico
Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Ferragosto turbolento per Ryanair: dal caso Salonicco alla causa dei 262 piloti

L’NTSB non esclude la fatica del motore; a Londra è contestato il lavoro autonomo


Il grave evento di Salonicco riapre gli interrogativi tecnici sui Boeing 737 NG. A Londra, intanto, centinaia di piloti contestano il modello dei contractor. Due vicende distinte, ma entrambe molto scomode per il maggiore vettore low-cost europeo.

Per Ryanair l’estate 2026 si apre su due fronti differenti: quello della sicurezza del volo e quello dei rapporti di lavoro.

Il rapporto preliminare dell’NTSB sull’incidente del 10 luglio documenta che il Boeing 737-800 di Malta Air operante come Ryanair 1879, decollato da Salonicco per Memmingen, subì a circa 16.000 piedi il distacco di una pala del fan del motore destro. I frammenti perforarono la fusoliera pressurizzata e distrussero il finestrino della fila 11.

Il passeggero seduto accanto all’apertura venne parzialmente risucchiato verso l’esterno e riportato in cabina dagli altri occupanti, subendo lesioni classificate come gravi. L’equipaggio effettuò una discesa d’emergenza e rientrò senza ulteriori conseguenze.

L’indagine non ha ancora stabilito la causa definitiva. Nel motore sono stati trovati resti di uccelli e, nei dodici mesi precedenti, erano stati segnalati quattro possibili bird-strike sullo stesso propulsore. Tuttavia, sulla superficie di frattura della pala sono emersi anche segni compatibili con fatica ad alta ampiezza. Le ispezioni ultrasoniche eseguite nel novembre 2025 e nel maggio 2026 non avevano rilevato anomalie.

Tre modifiche prescritte dalla FAA per irrobustire alcune parti della gondola motore non erano state ancora incorporate sull’aeromobile. Il velivolo era comunque nei termini regolamentari, poiché la scadenza è fissata al luglio 2028. È però inevitabile domandarsi se, alla luce di quanto accaduto, quel termine non debba essere anticipato.

Michael O’Leary aveva inizialmente indicato il foreign object damage come spiegazione più probabile, escludendo problemi legati all’età o alla manutenzione. L’NTSB lo ha formalmente richiamato, precisando che nessuna ipotesi poteva ancora essere esclusa e ricordando gli obblighi di riservatezza delle parti coinvolte nell’inchiesta.

Sul fronte del lavoro, il 30 luglio 262 ex-piloti, guidati dal comandante Richard Phillips, hanno depositato un’azione collettiva presso la Commercial Court di Londra contro Ryanair, Storm Global, Brookfield Aviation International e Scanlon Associates.

I ricorrenti sostengono di essere stati qualificati come autonomi pur lavorando, nella sostanza, come personale integrato nell’organizzazione del vettore. Chiedono il riconoscimento di ferie retribuite arretrate, contributi pensionistici e altre tutele. La causa è appena iniziata e nessuna responsabilità è stata ancora accertata.

Esiste però un precedente rilevante. Nel caso Jason Lutz, la Corte d’Appello britannica ha stabilito che il pilota era un lavoratore dell’agenzia Storm Global e un “agency worker” assegnato a Ryanair, non un semplice autonomo. La Supreme Court ha poi negato l’autorizzazione a un ulteriore appello.

Anche un tribunale sociale tedesco ha recentemente considerato alcuni piloti formalmente autonomi come lavoratori pienamente inseriti nell’organizzazione Ryanair, sebbene la decisione non sia ancora definitiva.

In Italia il problema non è nuovo. Nel 2013 l’Agenzia delle Entrate notificò a piloti e assistenti di volo basati a Orio al Serio accertamenti fra 8.000 e 40.000 euro — fino a 40.000 euro per i piloti — a causa del controverso inquadramento fiscale adottato negli anni precedenti. Allora la Cgil denunciò che il costo dell’incertezza contrattuale e tributaria stava ricadendo direttamente sui lavoratori.

Nel 2022, inoltre, tra le ragioni dello sciopero degli equipaggi italiani figurava persino la mancata fornitura di acqua e pasti a bordo, che il personale doveva procurarsi a proprie spese.

Non esiste alcun elemento che colleghi il modello contrattuale all’incidente di Salonicco. Ma l’accostamento resta imbarazzante: mentre gli investigatori chiedono di non anticipare conclusioni sulla sicurezza, i tribunali ricordano che neppure un contratto può trasformare automaticamente un dipendente di fatto in un imprenditore.

Nel trasporto aereo anche la trasparenza, evidentemente, non può essere low-cost.

 

Red - 1270348

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
Simili