Incendi boschivi, Musumeci: servono più aerei Canadair e prevenzione
Ministro sollecita una flotta europea più ampia ed una gestione territoriale continua
La disponibilità di aerei antincendio resta insufficiente rispetto alle esigenze poste dagli incendi boschivi, soprattutto quando le fiamme interessano aree difficili da raggiungere via terra. È l’allarme lanciato dal ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, intervenuto in videocollegamento sabato a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, nell’ambito di “La Piazza - Il Bene Comune”, rassegna promossa da "Affaritaliani".
Secondo il ministro, la risposta ai roghi non può essere affidata esclusivamente alla componente aerea: “Gli incendi non si spengono dal cielo: servono tanti mezzi e tanta competenza a terra”. Nelle zone caratterizzate da una morfologia particolarmente aspra, tuttavia, gli aeromobili diventano una risorsa non sostituibile. Inoltre individua nei Canadair gli assetti più efficaci per le operazioni di spegnimento, rilevando una carenza che riguarda l’intero continente.
“L’Unione europea, paradossalmente, da quarant’anni non si è mai preoccupata di alimentare la flotta aerea antincendio”, ha dichiarato. La dotazione europea ammonta complessivamente a 14 velivoli, utilizzati per assistere gli Stati che ne richiedono l’impiego. La Francia dispone di 12 Canadair, dei quali sette utilizzabili, mentre l’Italia ne possiede meno di venti e non tutti risultano pienamente efficienti. Dopo il proprio insediamento, Musumeci ha riferito di avere sottoposto la questione al commissario europeo per la Protezione civile, chiedendo che fosse riavviato il dialogo con l’azienda costruttrice. “Tutti i Paesi membri chiedono nuovi velivoli e il risultato è che per averne tre dobbiamo attendere quattro anni. Questo la dice lunga sulla cultura della prevenzione”, ha osservato.
Il Governo ha nel frattempo destinato due aeromobili antincendio alla Puglia. La loro funzione, ha precisato, non sarà circoscritta al territorio regionale ma assicurerà la copertura dell’intera fascia adriatica. Per il ministro rimane decisivo il lavoro preventivo, insieme alla manutenzione del territorio: droni e videocamere non bastano ad evitare una calamità che può sottrarsi ad un controllo anticipato efficace. “Sugli incendi l’Italia, e non solo l’Italia, è spesso costretta ad alzare bandiera bianca”, ha concluso, ribadendo la necessità di rafforzare la prevenzione.
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